Omicidio Imprenditore Milano 150320212236
DELITTO 20 Marzo Mar 2015 2119 20 marzo 2015

Milano, imprenditore ucciso a colpi di pistola

Il 50enne è stato trovato morto all'interno della sua ditta a Rozzano. Esclusa la rapina. Indagini in corso.

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Rilievi nella ditta dell'imprenditore ucciso.

Un uomo di 50 anni proprietario di un ditta di viti e bulloni è stato ucciso la mattina del 20 marzo a colpi di arma da fuoco all'interno della sua attività a Quinto de Stampi, una frazione di Rozzano (Milano).
Due colpi di pistola sparati a breve distanza, uno all'addome e l'altro alla fronte, come in un'esecuzione. Parte da questi pochi elementi l'indagine dei carabinieri sull'omicidio di Luca Tromboni, imprenditore di 50 anni.
AL LAVORO FINOA A TARDI. Tromboni è descritto come un gran lavoratore che entrava in azienda alle 6 e usciva solo a tarda sera. Il 19 marzo, secondo il racconto della madre e di alcuni dipendenti, si è fermato almeno fino alle 23.30. A quell'ora risale l'ultimo contatto, ma non si sa se l'omicidio sia avvenuto nella notte o stamattina. La madre Angiolina, di 75 anni, è andata a cercarlo proprio per verificare se avesse dormito in ditta: alle 5.55 ha trovato il figlio riverso a terra all'ingresso del capannone in via Brenta 17.
ESCLUSA LA RAPINA. Secondo gli investigatori non si tratterebbe di una rapina perché sul posto non mancava nulla e la vittima aveva in tasca il portafogli. Ipotesi non ce ne sono ancora, si indaga sulla situazione patrimoniale della società che, al momento, sembra non abbia problemi finanziari.
La società produce viti e ha 15 dipendenti che ora saranno ascoltati dai militari della compagnia di Corsico per ricostruire le ultime ore.
ESAMINATE LE TELECAMERE. Molti i punti oscuri, a partire dal motivo che ha trattenuto il 50enne a lavoro fino a tardi. Non è stato ancora possibile accertare se avesse un appuntamento con qualcuno: una risposta potrebbe arrivare dai filmati delle telecamere installate nella proprietà. Al puzzle mancano inoltre i bossoli esplosi. Improbabile che sia stato ucciso da un'altra parte o che il killer (o gli assassini) li abbiano portati via per cancellare una traccia. Più verosimile che siano ancora nel capannone, finiti da qualche parte in mezzo ai quintali di viti e bulloni che riempiono il locale.
NON AVEVA RICEVUTO MINACCE. Tromboni non aveva precedenti penali, le persone ascoltate finora escludono che avesse ricevuto minacce da qualcuno o che temesse ritorsioni da parte di nemici.

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