TRAGEDIA 20 Marzo Mar 2015 1153 20 marzo 2015

Yemen, attentati suicidi in due moschee: ci sono vittime

Duplice attacco dinamitardo nella capitale Sanaa. Secondo fonti locali sarebbero 137 i morti. L'Isis rivendica. Foto.

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Terrore e sangue in Yemen il 20 marzo. Attentati dinamitardi sono stati compiuti in due moschee di Sanaa apparentemente da due kamikaze che si sono fatti saltare in aria.
137 MORTI E 350 FERITI. Il bilancio delle vittime è altissimo: 137 morti e 350 feriti, il più alto tributo di vittime civili nella storia dello Yemen. (guarda le foto). Secondo una fonte medica, tra le vittime vi è un importante religioso Huthi, Al Murtada bin Zayd al Muhatwari, imam della moschea di Badr.
VERIFICHE DEGLI USA SULLA RIVENDICAZIONE DELL'ISIS. Subito su Internet è apparsa una rivendicazione dello Stato islamico sulla stessa piattaforma mediatica dove il 19 marzo l'Isis si era assunto la responsabilità per gli attacchi terroristici a Tunisi. Ma su questa rivendicazione ci sono molto dubbi e la Casa Bianca non ha confermato. Sono in corso verifiche, si fa sapere da Washington, «se effettivamente l'Isis abbia una struttura di comando e di controllo in grado di coordinare tali attacchi». E si ricorda che «spesso l'Isis rivendica la responsabilità di attacchi per scopi puramente propagandistici».
L'ala yemenita di al Qaida, rivale dell'Isis e molto forte nel Paese, ha negato ogni coinvolgimento nell'attacco che ha colpito le due moschee controllate dai miliziani sciiti Huthi.

LUOGHI FREQUENTATI DA HUTHI. Secondo alcune testimonianze, i due kamikaze si sono fatti saltare in aria all'esterno delle moschee.
I due luoghi di culto sono frequentati da dirigenti e sostenitori degli Huthi, i ribelli sciiti che dal settembre 2014 controllano Sanaa e che in gennaio hanno sciolto parlamento e governo.
Gli Huthi, come le forze armate regolari, sono presi di mira in attacchi e attentati compiuti dal al Qaeda nello Yemen, che gli Usa considerano la branca più pericolosa della rete terroristica a livello planetario.
SCONTRI AD ADEN. Gli attentati sono stati compiuti dopo gli scontri a Aden, nel Sud del Paese, tra truppe fedeli rispettivamente al presidente Abed Rabbo Mansur Hadi e al suo predecessore Ali Abdullah Saleh.
Hadi si è rifugiato a Aden, la ex capitale dello Yemen del Sud dopo essere fuggito da Sanaa, dove gli Huthi lo tenevano agli arresti domiciliari.
BAN CONDANNA GLI ATTACCHI. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha «condannato fermamente» gli attacchi terroristici in Yemen e ha lanciato un appello a tutte le parti nel Paese a «cessare immediatamente le azioni ostili ed esercitare la massima moderazione».
GUERRA ARMATA DAL 2004. Ma lo Yemen è da anni lacerato da una lotta interna per il potere in cui si inseriscono anche diversi attori esterni. La guerra armata tra governo centrale, sostenuto dagli Stati Uniti e dall'Arabia Saudita, e gli Huthi nel nord va avanti dal 2004. In quegli stessi anni, l'ala qaedista locale è riuscita a stabilire roccaforti nel centro e nell'est, mentre il sud è tradizionalmente un feudo dei separatisti, arroccati nel porto di Aden.

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