MANIFESTAZIONI 21 Marzo Mar 2015 0800 21 marzo 2015

Mafia, a Bologna la marcia di Libera

Un corteo lungo quattro chilometri (almeno 200 mila persone) ha sfilato per la via della città. L'urlo di Don Ciotti: «Servono leggi più determinate». Foto.

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Almeno 200 mila persone. Quattro chilometri di corteo. Sabato 21 marzo Bologna ha celebrato la Giornata contro la mafia.
In testa i familiari delle vittime, dietro Libera Emilia-Romagna, poi gli studenti e i giovani, da tutta la provincia ma anche da Calabria, Sicilia, Mestre e Savona. Scout laici e cattolici con bandiere e zaini (guarda le foto).
Tutti sono stati accolti in piazza Maggiore da don Luigi Ciotti.
L'IRA DI DON CIOTTI. «Non è più possibile andare avanti così», ha tuonato il fondatore di Libera, «con mezze leggi o leggi di compromesso». Su corruzione e falso in bilancio «occorrono leggi più determinate: corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia, lo dicono qui migliaia di giovani. Siamo qui non per commemorare ma per graffiare dentro le coscienze di tutti».

  • Bologna, la diretta della marcia di Libera.

Tanti gli striscioni degli studenti: «La vera tragedia della vita è un uomo che ha paura della luce», è quello dei ragazzi di Bergamo, che hanno citato Platone.
I ragazzi dell'istituto Marconi di Cagliari hanno gridato: «La mafia è dura ma non ci fa paura».
Molte le sigle delle associazioni: Emergency, centri sociali, le coop, la Fiom, la Cgil, lo Spi. Ci sono l'ex magistrato Giancarlo Caselli e il leader delle tute blu Maurizio Landini.

Uno striscione arcobaleno della pace, lungo 10 metri, viene portato in mano dagli scout.
«Oggi (21 marzo, ndr) Bologna è la capitale dell'antimafia», ha affermato il sindaco. Virginio Merola, «ma è anche la capitale di un no deciso alla criminalità organizzata e alla corruzione».
VOGLIA DI ONESTÀ. Stefano Bonaccini, governatore della Regione, ha abbracciato il popolo di Libera: «Questa è la nostra regione, una terra che in questi giorni apre le braccia per accogliere un popolo che, come dice il carissimo don Luigi Ciotti, con la sua partecipazione vuole dire con chiarezza da che parte sta». C'è un pezzo rilevante dell'Italia che «scommette sull'onestà, sulla legalità e la voglia di dire che c'è un paese che sa reagire».

Presente anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Il governo deve continuare a fare il lavoro che ha fatto sul piano della lotta alla corruzione, fare il proprio mestiere sul piano dell'assunzione delle responsabilità e delle decisioni che deve prendere, essere coerente da questo punto di vista, migliorare la normativa sui beni sequestrati e fare questo percorso insieme a tutta la società civile».
BINDI: «MESSAGGIO DI LEGALITÀ». Da Bologna, ha ricordato il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, «parte un messaggio di forza della legalità, coraggio e speranza all'Italia. Qui ci sono i familiari delle vittime. Bisogna ripartire da loro e ci dimostrano che per difendere la democrazia si può anche dare la vita».
GRASSO: «NORME NON SIANO ANNACQUATE». Mentre il presidente del Senato Pietro Grasso ha ribadito: «Su temi come quello della corruzione, del falso in bilancio e dell'evasione fiscale io, come presidente del Senato, ho piantato una bandierina. Cercheremo di andare avanti e cercheremo anche che queste norme non vengano poi annacquate per renderle poi assolutamente non efficaci».

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