BAGNO DI FOLLA 21 Marzo Mar 2015 0800 21 marzo 2015

Papa Francesco a Napoli per la visita pastorale

Scampia, Pompei, Plebiscito, Poggioreale: 3 milioni per Bergoglio (Ft). Che tuona: «La corruzione spuzza. Camorra? Reagite». Si scioglie il sangue di San Gennaro.

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Da Pompei a Scampia fino a Poggioreale. Da piazza del Plebiscito al Lungomare Caracciolo. E in Duomo per l'atteso miracolo di San Gennaro, con lo scioglimento del sangue che di solito si ripete solo tre volte l'anno (leggi il reportage).
OTTAVA VISITA. Papa Francesco ha trascorso la giornata all'ombra del Vesuvio. Alle 7.50 del 21 marzo è infatti iniziata la sua ottava visita pastorale in Italia (guarda le foto).
Una visita densa di appuntamenti e di significati, con una nuova dimostrazione del pontefice argentino di vicinanza alle fasce più emarginate della società, come i giovani disoccupati, i detenuti, tra cui anche dei transessuali, gli ammalati e i disabili.

Pompei, il dono di un rosario in oro e madreperla alla Vergine

Papa Francesco in preghiera nel santuario di Pompei durante la visita pastorale (21 marzo 2015).

L'elicottero con a bordo Jorge Mario Bergoglio è atterrato nell'area predisposta alle spalle del santuario dedicato alla Beata Vergine del Rosario di Pompei. Ad accoglierlo l'arcivescovo, Tommaso Caputo e il sindaco, Ferdinando Uliano, oltre a migliaia di persone.
La visita è iniziata con un momento di preghiera e la supplica alla Madonna del Rosario.
Papa Francesco si è intrattenuto in preghiera nella cappella dedicata a Bartolo Longo, il fondatore della Basilica.
Ha donato alla Vergine un rosario di oro e madreperla, ha impartito la benedizione alla folla e ha assicurato: «Arrivederci a presto».

Scampia, viaggio nel degrado

Da Pompei il pontefice è stato trasferito in elicottero a Scampia, difficile e degradato quartiere della periferia Nord di Napoli, per l'incontro con la popolazione e le varie categorie sociali.
Il programma ha visto l'attraversamento delle vie del centro a bordo della papamobile per arrivare, in piazza del Plebiscito, per la messa solenne in programma alle 11.
RIALZARSI DOPO LE CADUTE. «La vita a Napoli non è mai stata facile ma non è mai stata triste», ha affermato. «È questa la vostra grande risorsa. Il cammino quotidiano in questa città, produce, infatti, una cultura di vita che aiuta sempre a rialzarsi dopo ogni caduta, e a fare in modo che il male non abbia mai l'ultima parola. Vi auguro il meglio, andate avanti».

«LA CORRUZIONE ''SPUZZA''». Nel suo discorso papa Francesco ha condannato lo sfruttamento della persona: «La mancanza di lavoro ci ruba la dignità. E senza, ciascuno di noi può scivolare verso la corruzione che 'spuzza' e che non è cristiana. Una società corrotta 'spuzza'».
Non è cristiano «chi si lascia corrompere. Tutti abbiamo la possibilità di essere corrotti, è uno scivolare verso lo sfruttamento. Quanta corruzione c'è nel mondo». Quindi il monito: «Andiamo avanti nella pulizia perché non ci sia la 'spuzza' della corruzione nella vostra città. San Gennaro interceda per voi».

SOLIDARIETÀ AGLI IMMIGRATI. In più passaggi, il Santo Padre ha toccato il tema degli immigrati che chiedono di essere riconosciuti come figli di Dio: «Ma è necessario arrivare a questo? I migranti sono cittadini di seconda classe? Dobbiamo far sentire loro che sono cittadini come noi, figli di Dio, migranti come noi, perché siamo tutti migranti, nessuno di noi ha dimora fissa in questa terra e tutti dobiamo andare a trovare Dio, uno prima e l'altro dopo o come diceva quell'anziano vecchietto furbo, andate voi, io vado per l'ultimo: tutti dobbiamo andarci».

Napoli, dal carcere di Poggioreale al miracolo di San Gennaro

Durante l'omelia in piazza del Plebiscito, papa Francesco ha parlato di speranza: «Oggi (21 marzo, ndr) comincia la primavera e la primavera è tempo di speranza. Ed è tempo di riscatto per Napoli: questo è il mio augurio e la mia preghiera per una città che ha in sé tante potenzialità spirituali, culturali e umane e soprattutto tanta capacità di amare».
LA FORZA DI REAGIRE. Napoli «può trovare nella misericordia di Cristo, che fa nuove tutte le cose, la forza per andare avanti con speranza, la forza per tante esistenze, tante famiglie e comunità. Sperare è già resistere al male. Sperare è guardare il mondo con lo sguardo e con il cuore di Dio. Sperare è scommettere sulla misericordia di Dio, che è Padre e perdona sempre e perdona tutto».
L'APPELLO AI CRIMINALI. Quindi ha rivolto un appello struggente ai criminali: «Convertitevi all'amore e alla giustizia! Lasciatevi trovare dalla misericordia di Dio! Con la grazia di Dio, che perdona tutto, è possibile ritornare a una vita onesta. Ve lo chiedono anche le lacrime delle madri di Napoli, mescolate con quelle di Maria, la Madre celeste invocata a Piedigrotta e in tante chiese di Napoli. Queste lacrime sciolgano la durezza dei cuori e riconducano tutti sulla via del bene».

Alle 13 il Santo Padre ha visitato il carcere di Poggioreale: pranzo con una rappresentanza dei detenuti, tra cui 10 transessuali.
Dopo la sosta al vescovado, il pontefice alle si è recato 15 in Duomo per l'incontro col clero e la venerazione delle reliquie di San Gennaro. Durante la visita si è verificato in via straordinaria il «prodigio» dello scioglimento del sangue di San Gennaro, che di solito si ripete solo per la sua festa il 19 settembre, il sabato precedente la prima domenica di maggio e il 16 dicembre. Il sangue non si era sciolto nelle visite di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
VISITA ALLA BASILICA DEL GESÙ. Alle 16.15, papa Francesco ha incontrato ammalati e disabili nella basilica del Gesù Nuovo, retta di suoi confratelli Gesuiti. Ultimo appuntamento, quello con i giovani e i fedeli della diocesi alla Rotonda Diaz, sul Lungomare Caracciolo.
Dalla stazione Marittima, infine, la partenza in elicottero alle 18.15 per fare rientro in Vaticano.

I numeri: 3 milioni di visitatori e 1.500 volontari

Napoli: papa Francesco durante l'omelia in piazza del Plebiscito (21 marzo 2015).

Per la visita pastorale a Napoli sono stati stimati più di 3 milioni di fedeli. Pellegrini da città non solo dalla Campania, ma anche dalle zone vicine.
In campo 1.500 volontari, tutti reclutati attraverso i social network, che hanno avututo il compito di assistere i fedeli: una parte di loro è stata utilizzata per aiutare gli ospiti a raggiungere i propri posti, un'altra per l'accesso ai varchi. Altri sono in campo per la distribuzione delle 50 mila bottiglie d'acqua e altri ancora presiedono il percorso del pontefice da Scampia a piazza del Plebiscito.
MIGLIAIA DI LIBRETTI. Un appuntamento con numeri da capogiro: 100 mila bandierine, 10 mila cappelli, 10 mila foulard, 10 mila mantelline anti-pioggia, 15 mila poster e 300 banner all'ingresso delle parrocchie con la scritta «largo alla speranza» hanno annunciato la visita del pontefice.
Migliaia i libretti per la messa, i biglietti d'invito, i badge e i permessi stampati per i vari appuntamenti.

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