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ANSIA 22 Marzo Mar 2015 1206 22 marzo 2015

Tunisi, è caccia al terrorista. Essebsi: «Non andrà lontano»

In fuga il terzo attentatore. Rientrati in Italia i passeggeri della Costa Fascinosa. 

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Agenti delle forze speciali presidiano l'aeroporto di Tunisi.

Non c'è traccia del terzo attentatore al museo del Bardo di Tunisi, che si è dato alla fuga. È stato lo stesso presidente della Repubblica tunisina Beji Caid Essebsi, in un'intervista in tv proprio dal museo, a dire che gli inquirenti gli stanno dando la caccia, e ha assicurato che l'uomo «non andrà lontano». Il presidente ha inoltre ammesso qualche responsabilità dal punto di vista della mancata sicurezza al Museo (guarda il video dell'attentato).
«UNA SIGNORA È MORTA A FIANCO A ME». Intanto sono rientrati al porto di Savona i passeggeri di Costa Fascinosa rimasti coinvolti nell'attentato: La paura, ma anche la gioia per essersi salvati dal massacro. Sono questi i sentimenti che emergono dai loro racconti dei a «Ero appena sceso dal pullman 27 quando ho sentito i primi colpi di mitra. La signora dietro di me è morta con un colpo nel collo e io, con la mia guida, sono scappato dentro il museo inseguito dai terroristi sparavano in continuazione», ha raccontato Massimo Zanarini, uno dei passeggeri. «Siamo scappati mentre ci inseguivano sparando, ho sentito l'esplosione di una granata e ci siamo salvati sfondando una porta e trovandoci di fronte all'ingresso della Camera dei deputati tunisina e di un posto di polizia».
«UN PROIETTILE MI HA ASSORDATO». Elisabetta Ravera, un'altra passeggera, racconta di essersi «buttata a terra, sentivo i colpi di kalashnikov venire sempre più vicini e a un certo punto un colpo mi ha assordato». «Ero sul pullman quando un ragazzo di Roma ha urlato 'stanno sparando, buttati giù'», ha aggiunto, «e così facendo mi ha salvato la vita».
«ATTENZIONE A CHI MENTE». «Ci sono persone che raccontano cose non vere», ha detto commossa una signora romana, «dicono di essere state coinvolte nella sparatoria e invece erano con noi. Dovrebbero vergognarsi per quei nostri compagni di viaggio che non ci sono più». «Devo ringraziare Dio che ci è andata bene, noi ci siamo salvatio solo perché la nostra guida ci ha fatto fare un'altra strada. Abbiamo saputo di quanto era successo appena rientrati sulla nave».

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