Logo Apple 150317194801
INCHIESTA 23 Marzo Mar 2015 2117 23 marzo 2015

Milano, evasione fiscale: indagati manager Apple Italia

L'accusa: evasi 879 milioni di euro in cinque anni. Coinvolti l'ad Enzo Biagini e il direttore Mauro Cardaio.

  • ...

L'Apple store a New York.

La procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti di tre manager di Apple per una presunta evasione fiscale.
L'ipotesi è di omesso versamento dell'Ires, per un totale di circa 879 milioni di euro in cinque anni, dal 2008 al 2013.
Gli indagati sono il legale rappresentante e amministratore delegato di Apple Italia Enzo Biagini e il direttore finanziario Mauro Cardaio, nonché il manager della irlandese Apple Sales International, Michael Thomas O'Sullivan.
Secondo l'ipotesi degli inquirenti, i profitti realizzati in Italia dalla multinazionale sarebbero stati contabilizzati dalla società che ha sede in Irlanda, dove la pressione fiscale è più bassa.
Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e dai pubblici ministeri Adriano Scudieri e Carlo Nocerino.
«ALIQUOTA DELLO 0,05% ANZICHÉ DEL 27,5%». Il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati ha comunicato in una nota che, secondo l'accusa, i redditi relativi all'attività commerciale svolta da Apple in Italia sono stati «sottoposti a tassazione in Irlanda con applicazione di un'aliquota più favorevole, compresa tra lo 0,06% e lo 0,05%, rispetto a quella italiana pari al 27,5%».
L'inchiesta è cominciata nel 2013, aveva portato a una perquisizione nella sede milanese della Apple e al sequestro di materiale informatico e telefonico. Il reato contestato allora era però un altro, cioè la dichiarazione dei redditi fraudolenta, e il periodo d'imposta su cui erano partiti gli accertamenti riguardava il 2010 e il 2011. Adesso invece, dopo una serie di approfondimenti, gli inquirenti sono arrivati a mettere a fuoco tutto il periodo che va dal 2008 al 2013, e hanno riformulato il capo d'imputazione nei confronti dei tre manager.
APPLE: «PAGHIAMO OGNI EURO DI TASSE». La risposta di Cupertino non si è lasciata attendere: «Apple è uno dei più grandi contribuenti al mondo e paghiamo ogni euro di tasse dovute ovunque operiamo. Le autorità fiscali italiane hanno sottoposto a verifiche fiscali le attività italiane di Apple nel 2007, 2008 e 2009 e hanno confermato che eravamo in piena conformità con i requisiti di documentazione e di trasparenza Ocse. Queste nuove accuse contro i nostri dipendenti sono completamente prive di fondamento e siamo fiduciosi che questo procedimento arriverà alla stessa conclusione».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso