ULTIMO SALUTO 23 Marzo Mar 2015 1400 23 marzo 2015

Torino, i funerali delle vittime di Tunisi

Cerimonia alla Consolata per Sesino e Conte. Le esequie di Caldara in programma a Novara. Foto.

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Dopo il rientro dei passeggeri della Costa Fascinosa, il 23 marzo è un giorno di dolore per Torino.
Nel capoluogo piemontese ha riaperto la camera ardente per le vittime della strage di Tunisi, Antonella Sesino e Orazio Conte (guarda le foto).
A rendere omaggio, tra gli altri, anche il direttore de La Stampa Mario Calabresi e il questore di Torino Salvatore Longo.
APPLAUSO ACCOGLIE FERETRI. Un lungo applauso ha accolto le due salme nel santuario della Consolata, a Torino, dove sono iniziati i funerali celebrati dall'arcivescovo del capoluogo piemontese, monsignor Cesare Nosiglia.
«Mai soli» è lo striscione appeso alla cancellata del santuario.
Tra gli omaggi floreali, le corone del governo tunisino, della presidenza della Repubblica e del governo italiani, nonché quelle di Camera e Senato.

PRESENTI VERTICI ISTITUZIONALI. Nelle prime file del santuario, accanto alle famiglie e ai parenti delle vittime, il sindaco di Torino, Piero Fassino, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e del Consiglio regionale, Mauro Laus. E ancora l'ambasciatore tunisino in Italia, Naceur Mestiri, e il console tunisino per il Nord Ovest, Zied Bouzouita.
A rappresentare il governo il viceministro alla Giustizia, Enrico Costa.
Presente in chiesa anche Carolina Bottari, la dipendente comunale ferita nell'attentato in cui ha perso la vita il marito, Orazio Conte. Tra la folla commossa anche l'ex modella tunisina Afef: «Sono qui per dire che il popolo tunisino non ha colpe - afferma in lacrime - anche noi siamo sconvolti».
NOSIGLIA: «VIOLENZA NON VINCERÀ». Durante l'omelia Nosiglia ha spiegato che «chi si serve della violenza e sceglie la via del sangue, aggredendo cittadini inermi, non avrà mai la vittoria».
«La strage degli innocenti che si è rinnovata in questi giorni scuote la coscienza di ogni uomo di buona volontà», ha aggiunto l'arcivescovo.
Per Nosiglia «l'Amore e la volontà di pace e di rispetto di ogni persona vinceranno avendo dalla propria parte la potenza di Dio».
GANCIA (LEGA) POLEMICA. Un appello che fa a pugni con le parole (poi riviste) della leghista Gianna Gancia: «Il cordoglio va bene ma fra quelli che sono morti c'è chi ci criticava affermando che siamo razzisti».
«Come abbiamo sconfitto il terrorismo negli Anni 70, grazie alla mobilitazione della società torinese, saremo capaci di contrastare chiunque ci voglia colpire», è la convinzione di Fassino, «e lo abbiamo dimostrato in questi giorni».
A Novara il vescovo Franco Giulio Brambilla ha celebrato i funerali di Francesco Caldara, altra vittima della follia del terrorismo. «Che nessuna religione sequestri il tuo nome, lo usi contro l'altra e contro gli altri», è stata l'invocazione di monsignor Brambilla. «Tu non puoi diventare nostra proprietà, siamo noi che ti apparteniamo, non possiamo abusare di te, del tuo nome santo».
RENZI: «ESPERIENZA CHE TOCCA IL CUORE». Nel Duomo di Santa Maria Assunta c'era la compagna della vittima novarese, Sonia Reddi, ferita anche lei nell'agguato. E c'era, simbolicamente, tutta l'Italia che in questi giorni si è stretta attorno alle sue vittime. «Accogliere le famiglie che abbracciano le salme dei loro cari morti a Tunisi è un'esperienza che tocca profondamente il cuore», ha ricordato il premier Matteo Renzi alla Luiss School of government, «ma la risposta non è rinchiudersi ma scommettere su quello che noi abbiamo come identità».

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