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INCHIESTA 25 Marzo Mar 2015 1026 25 marzo 2015

Ciro Esposito: «Aggredito da più persone col casco»

Pubblicato un audio del tifoso napoletano ucciso a Roma prima della partita.

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Tifosi napoletani attorno a Ciro Esposito, ferito il 3 maggio 2014 a Roma e morto dopo mesi di agonia il 25 giugno.

Gli aggressori che hanno sparato a Ciro Esposito, il giovane tifoso napoletano ferito con colpi di pistola nel prepartita della finale di Coppa Italia lo scorso 3 maggio, «erano più di uno ed avevano i caschi».
A dirlo è stato lo stesso Ciro Esposito dal suo letto nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli dove era ricoverato e dove è deceduto il 25 giugno, secondo quanto emerge da una registrazione audio diffusa dal Giornale Radio Rai.
L'AGGRESSORE ERA «FUORI DI TESTA». Esposito, intubato, sofferente, con la voce fioca, «risponde», ha reso noto il Giornale Radio, «alle domande di un perito consulente della famiglia». Perché ti trovi qua, gli viene chiesto? «Mi hanno sparato», rha risposto il ragazzo che poi ha spiegato: «Stavo andando a vedere la partita, il biglietto lo avevo comprato dove abito io, a Napoli».
Poi ha ricordato che gli aggressori «erano più di uno». E ha detto: «Avevano i caschi».
Il perito poi ha chiesto perché gli avesse sparato. «Era fuori di testa». E ancora: «Stava in piedi e poi a terra e parlava con accento romano».

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