Polizia Postale 150110102017
CONTROLLI 25 Marzo Mar 2015 1900 25 marzo 2015

Dl anti terrorismo: meno privacy su dati social e Pc

Alla polizia la facoltà di utilizzare programmi per acquisire informazioni da remoto.

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Un agente della polizia postale al lavoro.

Norme più stingenti per i dati sui social e nel pc degli italiani nel decreto legge anti terrorismo, la cui conversione in legge è stata licenziata lunedì 23 marzo ma che ha già registrato le perplessità del Garante per la privacy.
Prima dell'approdo del decreto all'Aula della Camera, le Commissioni di merito hanno arricchito il testo di nuove stingenti misure.
Tra gli emendamenti inseriti ve ne è infatti uno che permette le intercettazioni «preventive» delle comunicazioni via web dei sospettati di terrorismo e la possibilità di conservare fino a due anni i dati del traffico telefonico.
PENE PIÙ SEVERE PER FOREIGN FIGHTERS E RECLUTATORI. Il decreto da una parte rifinanzia le missioni militari all'estero e dall'altra introduce norme per contrastare le nuove forme di terrorismo: di qui pene severe per i foreign fighters, cioè persone che non commettono reati sul suolo italiano. E il carcere scatta anche per i reclutatori, per chi fa propaganda e per chi addestra. Con in più la previsione dell'aggravante delle pene se i reati vengono commessi attraverso mezzi informatici.
POLIZIA AUTORIZZATA A INTERCETTAZIONI PREVENTIVE: DUBBI DEL GARANTE. Ma a destare i dubbi del garante della privacy, Antonello Soro, espresse martedì 24 marzo prima della loro approvazione da parte delle Commissioni, sono le norme che autorizzano la polizia a effettuare le intercettazioni preventive dei sospettati sulle reti informatiche, utilizzando programmi per acquisire «da remoto» le comunicazioni su social, come WhatsApp o altre piattaforme.
CONSERVAZIONE DEI DATI DI TRAFFICO ALZATA A DUE ANNI. L'altra misura oggetto delle perplessità di Soro è quella che che porta a 2 anni il termine di conservazione dei dati di traffico telematico e delle chiamate senza risposta (oggi rispettivamente di un anno e di un mese).
Eppure le norme sono state votate a larga maggioranza dalle Commissioni Difesa e Giustizia, e sono frutto del lavoro dell'Intergruppo per la lotta al terrorismo. E ad ampia maggioranza sono stati approvati altri emendamenti che cercano di far fronte alle nuove modalità del terrorismo. Per contrastare i «lupi solitari», vengono puniti anche coloro che si addestrano da soli per compiere attacchi, anche se non li portano a termine.
Così come l'autorizzazione ai Servizi di infiltrarsi nelle carceri, luoghi di reclutamento degli aspiranti jihadisti.
PROCURATORE ANTI MAFIA ORA È ANCHE ANTI TERRORISMO. Inoltre è stato previsto un coordinamento delle indagini, affidato al procuratore nazionale anti-mafia, che è ora anche «anti-terrorismo».
INSERITA ANCHE NORMA «ANTI GRETA E VANESSA». Infine, su proposta del relatore Andrea Manciulli (Pd), è stata introdotta una misura per scoraggiare i viaggi in aree a rischio, chiamata informalmente «norma Anti Greta e Vanessa». Il Ministero degli Esteri indicherà le aree a rischio e sconsiglierà esplicitamente i Paesi dove recarsi: «Chi intraprende viaggi in zone pericolose o li organizza avrà l'esclusiva responsabilità individuale» sulle conseguenze.
IL DECRETO BLOCCATO DA NORMA PER ASSUNZIONE DI NUOVI CARABINIERI DA 4 MLN. Il decreto però si è inceppato su una norma che prevede l'assunzione di nuovi allievi ufficiali dei carabinieri, che costa 4 milioni di Euro. L'assenza del parere del Tesoro ha impedito alla Commissione Bilancio di esprimersi.
Per il 26 marzo è atteso il responso, così come la decisione se ricorrere o meno alla fiducia, davanti ai 250 emendamenti. Il governo vorrebbe evitarla e ha chiesto alle opposizioni di circoscrivere la discussione a un numero più limitato di emendamenti.

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