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INCOGNITE 26 Marzo Mar 2015 0715 26 marzo 2015

Airbus precipitato, dubbi e punti oscuri dell'incidente

Dal pilota chiuso fuori dalla cabina al sospetto di terrorismo: le ombre sul volo di Germanwings.

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Barcelonnette: resti dell'Airbus A320 della compagnia tedesca Germanwings (24 marzo 2015).

Il dramma dell'Airbus 320 della Germanwings è ancora un mistero. Come è possibile che martedì 24 marzo il velivolo sia sceso dalla quota di crociera - in modo regolare e controllato - fino a schiantarsi sulle Alpi francesi nel totale silenzio radio per tutti gli otto minuti della manovra?
I dubbi sulla tragedia del volo partito da Barcellona e diretto a Dusseldorf costato la vita a 150 persone sono molti: l'Airbus è uno degli aerei più sicuri del mondo e Lufthansa, che controlla Germanwings, è tra i vettori più blasonati.
Gli investigatori stanno provando a fare chiarezza su quanto accaduto sul volo maledetto, ma restano aperte ancora troppe domande.

1. Uno dei piloti chiuso fuori dalla cabina

Le prime informazioni emerse dal contenuto della scatola nera recuperata, secondo una ricostruzione del New York Times, hanno rivelato che uno dei due piloti sarebbe stato fuori dalla cabina durante la drammatica discesa dell'A320 e il successivo schianto.
Il suo posto ai comandi, inoltre, non sarebbe stato occupato da uno degli assistenti di volo - come da prassi - tanto che solo uno dei due piloti avrebbe dovuto gestire l'emergenza. Impossibile capire, però, per quale motivo la porta della cabina non sarebbe stata aperta al pilota che si sarebbe assentato, nonostante quest'ultimo nell'audio recuperato si sentirebbe bussare prima leggermente e poi con forza arrivando a tentare di abbattere il portellone.

2. Nessun allarme dall'Airbus 320

Durante i drammatici ultimi otto minuti dell'A320 non è arrivato dall'aereo nessun segnale di allarme. Eppure, i manuali aeronautici in caso di emergenza impongono tre regole: prima recuperare il controllo del velivolo, poi stabilire dove andare e quindi comunicare l'allarme.
Capire cosa sia successo, quindi, è ancora difficile. Forse i piloti - o almeno uno dei due se fosse confermata la versione del Nyt - erano impegnati in una manovra complessa e non hanno avuto il tempo per comunicare quanto stava avvenendo. Oppure erano incoscienti, come ha spiegato una fonte a Lettera43.it. O ancora, c'era qualcuno - un dirottatore? - che impediva ai piloti di parlare con i controllori di volo. Infine, c'è l'ipotesi che l'uomo ai comandi non volesse parlare volontariamente: se così fosse si capirebbe la decisione di lasciare fuori dalla cabina il collega.

3. Discesa rapida ma niente picchiata

L'aereo non è sceso in picchiata sulle Alpi francesi: per otto minuti l'Airbus 320 ha perso quota alla velocità di circa mille metri al minuto passando da 38 mila a 6 mila piedi. Si tratta di una manovra che un pilota automatico non è in grado di eseguire, quindi è stato il pilota a decidere di portare a una nuova altezza il velivolo.
A questo punto è necessario capire il motivo alla base della manovra. E una delle ipotesi è la depressurizzazione della cabina: senza ossigeno i passeggeri perdono i sensi ed è necessario scendere rapidamente dalla normale quota.

4. Sospetti di una depressurizzazione

La depressurizzazione dell'Airbus è quindi una delle possibili cause alla base del disastro. Che sia avvenuta per la rottura di un finestrino o per un guasto è, però, ancora difficile da dire. Di certo tutti i piloti sono addestrati per far fronte a questo tipo di emergenza che prevede, come prima cosa, di indossare la maschera a ossigeno per respirare e mantenere la lucidità: bastano, infatti, pochi secondi a 38 mila piedi per perdere i sensi. Poi è necessario portare il velivolo a un'altezza dove l'aria è respirabile attraverso una discesa controllata.

5. Niente virata verso uno scalo

In caso di emergenza, il volo Barcellona-Dusseldorf avrebbe potuto atterrare in un aeroporto dell'area che stava sorvolando, per esempio a Marsiglia. In alternativa avrebbe potuto evitare le Alpi piegando verso la Valle del Rodano. Di certo si sa che il pilota automatico non è programmato per modificare la rotta in coincidenza di ostacoli fisici come i rilievi e il velivolo non era autorizzato a scendere sotto i 10 mila piedi. E la manovra dell'A320 fa pensare che al momento dello schianto non ci fosse nessuno ai comandi.

6. Possibile intossicazione a bordo

L'ipotesi di intossicazione sull'Airbus è una delle più accreditate, visto che nel 2010 sulla stessa tipologia di aereo un principio di incendio in cabina aveva quasi intossicato il pilota che, per fortuna, era riuscito ad atterrare. Pur essendo noto che negli ultimi 10 anni ci sono state 170 esplosioni di pile a bordo di velivoli, non ci sono elementi che lo confermerebbero per il volo della Germanwings.

7. Congelamento delle sonde

In attesa dei risultati dell'inchiesta e dell'analisi delle scatole nere, si sospetta che l'aereo abbia avuto un problema ai sensori esterni che si sono congelati, trasmettendo l'ordine di reagire allo stallo e, di conseguenza, abbassando il velivolo. Se così fosse, è normale che i piloti abbiano disinserito il sistema di guida automatico riprendendo la rotta.

8. Verità nelle scatole nere

La soluzione al mistero dell'A320 potrebbe essere contenuta nelle scatole nere dell'aereo. Quella recuperata, secondo il Nyt, ha svelato che uno dei due piloti era rimasto fuori dalla cabina al momento dello schianto. Ma nei file registrati c'è molto di più: ci sono tutti i suoni di fondo degli ultimi otto minuti, che possono chiarire i comandi presi di fronte all'emergenza.
L'altra scatola nera, invece, può dare informazioni su guasti meccanici a motori e impianti.

9. Pista dell'atto terroristico

Quella dell'atto terroristico è di certo l'ipotesi più drammatica. Per ora a escluderla è stata la Casa Bianca, ma il ministero dell'Interno francese ha specificato che tutte le piste devono essere valutate. E anche il Bureau d'enquêtes et d'analyses pour la sécurité de l'aviation civile (Bea) incaricata delle indagini ha chiarito di voler tenere aperte tutte le ipotesi. Anche quella che ci fosse un dirottatore sull'Airbus della Germanwings.

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