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INTERVENTO 26 Marzo Mar 2015 0640 26 marzo 2015

Yemen, raid dell'Arabia Saudita contro gli houthi

Colpite le difese aeree. Sostegno di Washington e Il Cairo. Condanna dell'Iran. Ap: «Ci sarà attacco di terra egiziani-sauditi».

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Intervento dei Paesi del Golfo nello scontro in Yemen.
Le forze armate dell'Arabia Saudita hanno, infatti, guidato il bombardamento delle postazioni dei ribelli houthi, distruggendo molte delle loro difese aeree e installazioni militari: a rivelarlo è stata Al Arabiya che ha citato anche un comunicato congiunto in cui anche Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Qatar e Giordania hanno affermato di «aver deciso di contrastare le milizie houthi, al Qaeda e Isis nel Paese».
ATTACCHI CONFERMATI. A confermare gli attacchi aerei è stato l'ambasciatore saudita a Washington Adel al-Jubeir. Secondo cui gli houthi «hanno scelto la via della violenza»: «I sauditi», ha detto, «faranno tutto il necessario per proteggere il popolo yemenita e il legittimo governo dello Yemen».
Secondo quanto si apprende, l'Arabia Saudita ha dispiegato 100 aerei da caccia e 150 mila soldati, oltre a unità navali, nell'ambito dell'offensiva contro i ribelli houthi, arrivando a prendere il controllo dello spazio aereo yemenita all'alba di giovedì 26 marzo.
CACCIA GIORDANI. La Giordania che partecipa con sei caccia F-16 all'intervento militare arabo. E da quanto spiegato da Amman, l'operazione è destinata a durare diverse settimane: non è stato chiarito, però, se sia previsto l'invio di truppe di terra contro gli houthi che hanno promesso di «resistere» e di essere «fiduciosi» delle proprie forze.
SOSTEGNO DEGLI USA. La Casa Bianca ha poi reso noto che il presidente americano Barack Obama ha autorizzato supporto dal punto di vista logistico e in materia di intelligence alle operazioni militari guidate da Riad, pur precisando che le forze americane non sono coinvolte direttamente nell'azione militare lanciata in Yemen.
IL CAIRO CON RIAD. Dopo gli Usa, anche l'Egitto ha annunciato il suo pieno sostegno politico e «militare» alla coalizione araba contro gli houthi con 12 unità navali per impedire qualsiasi chiusura dello stretto Bab al-Mandab.
«È in corso un coordinamento con l'Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo per la partecipazione di una forza aerea, navale e di terra alla coalizione», ha fatto sapere il ministero degli Esteri egiziano.
AP: «CI SARÀ ATTACCO DI TERRA EGIZIANI-SAUDITI». Egitto e Arabia saudita condurranno un'operazione di terra in Yemen contro i ribelli sciiti: lo hanno annunciato tre anonimi alti responsabili all'Associated Press. Le forze entreranno in Yemen via terra dall'Arabia saudita e, con navi, dal Mar rosso e da quello arabico.
Le fonti non hanno precisato l'entità delle truppe coinvolte nei piani di attacco nè quando verrà condotta l'operazione ma prevedono che scatterà dopo che i raid aerei avranno indebolito i ribelli e le forze leali all'ex-presidente Ali Abdullah Saleh. L'incursione, cui parteciperanno anche altri Paesi non meglio precisati, punta a spingere i ribelli a negoziati, aggiungono le fonti.
IL PRESIDENTE ARRIVATO A RIAD PER RECARSI A SHARM. Intanto il presidente yemenita Abdo Rabbo Mansur Hadi, fuggito la sera del 25 marzo via mare da Aden, nel Sud del Paese, è arrivato a Riad per proseguire alla volta di Sharm El Sheikh, in Egitto, dove questo fine settimana è in programma il vertice della Lega araba. E il segretario generale, Nabil el-Araby, ha già espresso la «determinazione» dell'organizzazione dei Paesi arabi a «sostenere totalmente» l'operazione contro gli Huthi.
NEI BOMBARDAMENTI MORTI 18 CIVILI. A Sanaa il ministero della Salute ha denunciato la morte di almeno 18 civili nei bombardamenti che hanno colpito alcune case vicino all'aeroporto. Raid sono avvenuti anche nella provincia meridionale di Lahj e in quella settentrionale di Saada, roccaforte dei ribelli sciiti, che si sono detti pronti a far fronte agli attacchi. «Siamo capaci di resistere e resisteremo», ha detto il loro portavoce Mohammed al Bukhaiti alla televisione panaraba Al Jazira. «Non chiediamo sostegno all'Iran e a nessun altro, siamo fiduciosi nelle nostre forze», ha aggiunto.

Mogherini: «L'azione militare non è una soluzione»

L'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Federica Mogherini.

Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la politica estera Ue, si è detta «convinta che l'azione militare in Yemen non sia una soluzione. Solo un ampio consenso politico attraverso i negoziati può fornire una soluzione sostenibile, ripristinare la pace e preservare l'integrità dell'unità territoriale del Paese».
In caso contrario, secondo Mogherini, «la capacità dei gruppi estremisti e terroristi di approfittare della situazione è destinata ad aumentare drammaticamente».
ULTIMO INTERVENTO NEL '60. Risale ai primi Anni 60 l'ultima volta che l'Egitto era intervenuto in Yemen: all'epoca furono inviate migliaia di truppe per sostenere un colpo di Stato repubblicano che rovesciò una monarchia sciita, di orientamento religioso simile a quello degli houthi.
CONDANNA DI IRAN E SIRIA. A criticare l'azione di Riad, invece, è stato l'Iran: per il ministero degli Esteri di Teheran, i bombardamenti dello Yemen sono un 'passo pericoloso' che peggioreranno la crisi.
Anche la Siria ha condannato l'azione, parlando di un attacco che «viola tutte le leggi internazionali e la sovranità yemenita». Damasco ha anche fatto sapere che nei bombardamenti compiuti finora sono stati uccisi «13 civili, compresi bambini e donne».

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