INCHIESTA 27 Marzo Mar 2015 0852 27 marzo 2015

Airbus, le indagini sulla vita del copilota

Indagini su Lubitz. La depressione e la crisi con la fidanzata. I media tedeschi: «Due volte in ospedale». Gli inquirenti: «Quel giorno non doveva lavorare». Foto.

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Proseguono le indagini sulla vita di Andreas Lubitz, il copilota dell'Airbus A320 di Germanwings che ha fatto schiantare l'aereo sulle Alpi francesi. Secondo quanto hanno riportato i media tedeschi, gli inquirenti hanno affermato di aver trovato «indizi di una malattia psichica» nelle abitazioni del giovane: quella in cui viveva assieme ai genitori e un appartamento a Dusseldorf (foto).
PARZIALMENTE NON IDONEO. Le indiscrezioni si rincorrono di ora in ora. E arrivano risvolti inquietanti, anche dall'America. Secondo quanto ha riportato la Bild, citando fonti di Lufthansa, Lubitz doveva essere sottoposto a particolari controlli medici da effettuare con regolarità; inoltre, nel 2009, sarebbe stato giudicato parzialmente non idoneo alla scuola di volo della compagnia tedesca, che si trova a Phoenix, in Arizona.
Tuttavia, il giovane è riuscito a nascondere a Germanwings di avere questi problemi. Infatti, sono stati trovati dei documenti che hanno confermato un «trattamento» in corso. Che forse potrebbe essere anche collegato al fatto che Lubitz aveva un certificato medico di malattia per il giorno della tragedia.
IL GIORNO DELLA TRAGEDIA ERA IN MALATTIA MA LO HA NASCOSTO. Gli inquirenti hanno infatti trovato nella casa del copilota il foglio di riposo obbligatorio fatto a pezzi. Tradotto: quel giorno Lubitz ha scelto di andare al lavoro lo stesso, mettersi ai comandi del velivolo e schiantarsi contro una montagna, suicidandosi e uccidendo 149 persone. «Il fatto che siano stati trovati stracciati alcuni certificati di malattia molto recenti che dicono che non doveva lavorare, anche lo stesso giorno dell’incidente, sostengono la tesi che Lubitz avesse nascosto la sua malattia al suo datore di lavoro e ai suoi colleghi», si legge nella nota diffusa dalla procura che indaga sul caso.
DUE VOLTE IN OSPEDALE: L'ULTIMA IL 10 MARZO. E mano a mano che il tempo passa, emergono altri particolari: Lubitz era stato visitato in ospedale a febbraio e marzo, ha reso noto l'ospedale universitario di Dussedorf, precisando che l'ultima visita risale al 10 marzo, due settimane prima dello schianto. L'ospedale ha inoltre aggiunto che il copilota si era recato lì per una «valutazione diagnostica», senza aggiungere ulteriori dettagli per motivi di privacy e precisando che «le notizie secondo cui fosse in cura per depressione sono inesatte».

I detective tedeschi hanno perquisito la casa di Andreas Lubitz.


LO SPETTRO DELLA DEPRESSIONE E LA CRISI CON LA FIDANZATA. Secondo quanto riportato dalla Bild, Lubitz durante l'addestramento come pilota fu dichiarato parzialmente inadatto a volare e indicato con l'acronimo 'Sic', cioè bisognoso di controllo medico speciale continuo. Per il tabloid tedesco, il centro aeromedico di Lufthansa ha confermato che l'informazione fu passata alle autorità federali per il trasporto aereo tedesco. A dichiarato inadatto al volo sarebbe stata la scuola di volo di Phoenix, in Arizona, dove tutti i futuri piloti di Lufthansa sono addestrati. In più, sempre secondo Bild, Lubitz aveva avuto «una pesante crisi di coppia con la sua ragazza», con la quale doveva sposarsi il prossimo anno, una «pena d'amore che lo ha segnato profondamente».
NESSUNA LETTERA DI ADDIO. Andreas, in ogni caso, non ha lasciato nessuna lettera di addio prima di intraprendere il volo che lo ha portato al suicidio. Lo ha reso noto la procura di Duesseldorf, che ha ordinato le perquisizioni a Montabaur e nell'abitazione di Dusseldorf. «Non sono stati nemmeno trovati elementi che possano far pensare a uno sfondo politico o religioso» per la tragedia, hanno poi confermato gli inquirenti.
GLI ULTIMI MINUTI. Quello che gli inquirenti vogliono capire è il motivo del gesto, anche perché la dinamica si sta chiarendo. Dalla scatola nera si sente il capitano Patrick Sonderheimer preparare il briefing per l'atterraggio a Dusseldorf. Poi il pilota lascia la cabina, probabilmente per un bisogno personale, e in questo momento Lubitz si chiude dentro e dà il via al suo folle piano.
Come dimostrato dal sito Flightradar, che monitora i voli civili, alle 10.30 il pilota automatico ha ricevuto l'ordine di passare da 38 mila piedi (11.500 metri) a 96 (30 metri). Un'operazione che può essere eseguita solo manualmente.

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