Jong Corea Nord 150101102141
ORIENTE 27 Marzo Mar 2015 0736 27 marzo 2015

Corea del Nord, arrestati due sudcoreani

Avrebbero ammesso le accuse di spionaggio in una conferenza stampa organizzata ad hoc.

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Il leader nordcoreano Kim Jong-un.

La Corea del Sud esorta il Nord a rilasciare i due suoi cittadini arrestati da Pyongyang con l'accusa di spionaggio. I media ufficiali del regime hanno dato conto della vicenda relativa a Kim Kuk-gi e Choe Chun-gil, accusati di raccogliere informazioni di Stato riservate e diffondere «stile di vita e cultura borghese» nel Nord per ordine dell'intelligence di Corea del Sud e Usa. I due «hanno riconosciuto i loro atti», in quella che è stata descritta come una «conferenza stampa» a Pyongyang.
COPIONE RIPETUTO. Pyongyang ha arrestato in passato cittadini sudcoreani, statunitensi e di altra nazionalità con accuse varie, dall'ingresso illegale allo spionaggio, al fine di «aiutare» negoziati soprattutto in materia di aiuti umanitari. Le autorità di Pyongyang hanno organizzato in passato altre conferenze stampa, servite a rendere ammissione di colpevolezza, come per Kenneth Bae, un missionario americano di origine coreana condannato per crimini 'anti-statali'.
Il ministero dell'Unificazione sudcoreano, che ha in carico i rapporti con il Nord, ha ufficialmente confermato iL 27 marzo che Kim e Choe (rispettivamente di 60 e 55 anni) sono cittadini della Corea del Sud, negando ruoli in operazioni di spionaggio.
ACCUSE DI SPIONAGGIO. La Kcna, l'agenzia ufficiale del regime, ha detto che Kim è stato arrestato a settembre a Pyongyang, mentre Choe vicino al confine con la Cina nel mese di dicembre. Il primo avrebbe raccolto informazioni su una stazione ferroviaria che il 'caro leader' Kim Jong-il, padre dell'attuale guida Kim Jong-un, avrebbe visitato nel viaggio fatto in Cina nel 2009, scattando foto e diffondendo fumetti critici contro la leadership del Nord.
Il secondo, invece, avrebbe ammesso di aver diffuso cd e chiavette di memoria usb con film hard e sudcoreani. La Corea del Sud ha commemorato il quinto anniversario dell'affondamento della corvetta Cheonan, costata la vita a 46 marinai: Seul addebita l'incidente a un siluro del Nord, che a sua volta ha sempre negato qualsiasi responsabilità.

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