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SCIENZA 27 Marzo Mar 2015 1205 27 marzo 2015

Inghilterra, trapiantato un cuore da un cadavere

Prima operazione riuscita in Europa. Gli intereventi aumenteranno del 25%.

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Huseyin Ulucan, il paziente cui è stato trapiantato il cuore di un morto.

Nel Regno Unito è stato effettuato il primo trapianto di cuore da cadavere in Europa: l'intervento, di cui danno notizia i principali quotidiani inglesi, è stato portato a termine al Papworth Hospital nel Cambridgeshire su un uomo di 60 anni che ha ricevuto un cuore da un cadavere, ed è perfettamente riuscito.
SI PUÒ RIATTIVARE UN CUORE. Finora era stato possibile trapiantare cuori ancora in funzione da pazienti in stato di morte cerebrale. Ma i chirurghi dell'ospedale britannico hanno dimostrato che anche un cuore morto può essere riattivato. Il primo intervento è stato portato a termine a febbraio, e il paziente che ha ricevuto il nuovo cuore 'morto' si sta riprendendo bene.
I TRAPIANTI CRESCERANNO DEL 25%. Secondo i medici inglesi, la nuova tecnica potrebbe determinare un incremento di un quarto dei trapianti di cuore nel Regno Unito, permettendo di salvare centinaia di vite. Il cuore morto è stato riattivato nel ricevente attraverso una pompa che ne ha permesso il monitoraggio per un'ora, in maniera da accertarne l'efficienza.
UOMO TRAPIANTATO FELICISSIMO. Felicissimo è il trapiantato, Huseyin Ulucan, un meccanico che vive in un quartiere a nord di Londra. «Prima del trapianto riuscivo a malapena a camminare, la mia vita era difficilissima. Ora mi sento ogni giorno più forte e oggi sono andato a piedi in ospedale per un controllo senza nessun problema», racconta. E soddisfatto è Stephen Large, il chirurgo a capo dell'equipe che ha portato a termine il trapianto. «Così potremo aumentare in maniera significativa il numero totale di trapianti di cuore che si fanno ogni anno, salvando centinaia di vite», sostiene il medico.
IN ITALIA SERVIREBBE UNA MODIFICA DELLA LEGISLAZIONE. In Italia ora in molti invocano, con in testa il sindaco di Roma e trapiantologo Ignazio Marino, una modifica della legislazione vigente. Il presidente della Società Italiana Trapianti d'Organo (Sito) Franco Citterio si è detto ottimista che si possano «trovare delle strade intermedie per raggiungere lo stesso obiettivo. Noi dobbiamo riflettere e ripensare alcune parti del nostro sistema. Quanto successo in Gran Bretagna è una dimostrazione che è possibile utilizzare organi da donatore deceduto quando sussistono determinate condizioni irreversibili ed è possibile staccare il paziente dal respiratore: questa è una categoria non ancora prevista dalla legge del nostro Paese».

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