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PAESE IN TUMULTO 27 Marzo Mar 2015 2005 27 marzo 2015

Yemen, nuovi raid arabi: caccia al leader dei ribelli

Il generale di Riad: «Abbiamo il controllo dello spazio aereo». Protette le rotte del greggio.

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Yemen: nella notte del 25 marzo aerei sauditi hanno bombardato postazioni dei ribelli sciiti Houthi.

Nuova giornata di bombardamenti nello Yemen, sempre più al centro delle strategie dei Paesi arabi.
Il portavoce militare della Coalizione ha voluto spiegare come grazie ai due giorni di raid aerei fin qui effettuati, l'Arabia Saudita e i suoi alleati hanno preso «il totale controllo dello spazio aereo» dello Yemen ai ribelli sciiti Houthi e alle forze dell'ex presidente Ali Abdullah Saleh.
NAVI DA GUERRA A PROTEZIONE GREGGIO. Nel frattempo fonti militari egiziane hanno detto all'agenzia Ap che navi da guerra del Cairo e di Riad sono state schierate a protezione dello Stretto di Bab al Mandab, l'entrata dal Mare Arabico nel Mar Rosso, attraverso il quale passano le petroliere provenienti dal Golfo Persico e dirette in Europa attraverso il Canale di Suez.
Una mossa che fa capire la posta in gioco in questa crisi, con l'Arabia Saudita e gli altri Paesi sunniti preoccupati che l'Iran, la massima potenza sciita, possa prendere il controllo di un Paese situato lungo una rotta strategica per i rifornimenti energetici globali.
Il generale saudita Al Asiri ha detto che mentre il 26 marzo i raid hanno preso di mira in particolare le difese aeree degli Houthi, il 27 marzosono state colpite soprattutto le loro linee di rifornimento.
80 COMBATTENTI UCCISI. I bombardamenti hanno colpito finora Sanaa e altre sei province, dall'estremo Nord all'estremo Sud del Paese.
Fonti della sicurezza yemenita hanno fornito un bilancio di 80 combattenti uccisi, ma in gran parte tra le forze fedeli a Saleh.
ATTACCHI CONTRO AL HOUTHI. Nella provincia settentrionale di Saada vi sono stati numerosi attacchi mirati apparentemente a cercare di colpire il leader del movimento ribelle sciita, Abdel Malik al Houthi, che ha risposto così: «Cosa dovremmo fare, arrenderci? Agire da codardi? Assolutamente no».
Le forze armate yemenite fedeli al presidente Hadi e forze tribali sunnite combattono intanto nel Sud contro gli Houthi e le truppe schierate con Saleh, anch'egli sciita, che ha visto nella nuova alleanza con i ribelli del Nord una insperata possibilità di tornare sulla scena.
Secondo il generale saudita Al Asiri, le forze lealiste continuano a difendere Aden, da dove due giorni fa Hadi è fuggito via mare, e hanno riconquistato la base aerea di Al Annad, distante 60 chilometri.
NO A OPERAZIONI DI TERRA. Al Asiri ha aggiunto che per ora non sono in programma operazioni di terra. Ma non ha escluso tale ipotesi per il futuro.
Il presidente Hadi, che da Aden era fuggito a Riad, è intanto giunto a Sharm El Sheikh, in Egitto, per partecipare al vertice della Lega Araba in programma nell'ultimo weekend di marzo.

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