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TESTIMONIANZA 28 Marzo Mar 2015 0916 28 marzo 2015

Andreas Lubitz, l'ex fidanzata: «Era arrabbiato per il lavoro»

L'ex compagna di Lubitz alla Bild: «Mi disse: "Farò qualcosa che cambierà completamente il sistema". Si alzava di notte gridando: "Precipitiamo"».

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Andreas Lubitz, il copilota dell'airbus A320 della Germanwings schiantatosi in Provenza.

«Un giorno farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno». Parola di Andreas Lubitz. Il copilota della Germanwings che ha provocato lo schianto dell'Airbus A320 in cui sono morte 150 persone lo aveva detto parlando con quella che all'epoca era la sua fidanzata, che adesso ha deciso di raccontare tutto al quotidiano tedesco Bild.
Secondo l'emittente televisiva tedesca N24, inoltre, Lubitz si sarebbe dovuto sottoporre a metà giugno a una verifica delle sue condizioni di salute, per ottenere un prolungamento dell'idoneità al volo. Il timore di non poter più volare, secondo l'ex fidanzata, potrebbe aver contribuito a spingere il copilota a compiere il suo tragico gesto.
«AVEVA PAURA PER IL CONTRATTO». Andreas si arrabbiava spesso parlando di lavoro: «Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione», ha spiegato la ragazza, nota solo come Mary W, di mestiere hostess. Poi ha aggiunto: «Non ho mai saputo cosa volesse dire, ma ora ha senso. Soffriva di incubi: una notte si è svegliato e urlava 'precipitiamo!'. Il suo comportamento mi aveva spaventato. Mi sono separata da lui perché diventava sempre più chiaro che aveva dei problemi. Avevo paura».
CINQUE MESI DI RELAZIONE NASCOSTA. La loro relazione è durata cinque mesi, durante i quali hanno spesso volato insieme e condiviso stanze d'hotel nascondendo il flirt ai colleghi: «Ci siamo conosciuti nel 2014 su un volo, ci siamo scambiati i numeri di telefono e siamo rimasti in contatto. Di lì le cose sono cresciute, ma non ho mai voluto che diventasse ufficiale. Per questo ci incontravamo in hotel, perché non mi piace mischiare l'amore con il lavoro».
«MI REGALAVA FIORI». L'immagine del copilota che emerge dal racconto della sua ex è quella di un uomo gentile: «Durante i voli era una persona carina e aperta. Privatamente era molto tenero, aveva bisogno d'amore. Era una brava persona, in grado di essere tanto dolce. Mi regalava fiori». Quando però il discorso si spostava sulle condizioni di lavoro alla Germanwings, «era un'altra persona. Si arrabbiava per le condizioni in cui dovevamo lavorare. Troppo poco denaro, paura per il contratto, troppa pressione».
«IL SUO SOGNO ERA LAVORARE PER LUFTHANSA». La giovane hostess ha interpretato così il folle gesto del suo ex findanzato: «Lo ha fatto perché si è reso conto che, a causa dei suoi problemi di salute, il suo grande sogno di lavorare per Lufthansa, di un lavoro come capitano e come pilota di voli a lungo raggio, sarebbe stato praticamente impossibile. Se poi si sono aggiunti problemi d'amore, non so».

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