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DOPO LA SENTENZA 28 Marzo Mar 2015 0801 28 marzo 2015

Delitto Meredith, la famiglia: «Siamo scioccati»

Rabbia dei Kercher dopo l'assoluzione. Gli ex fidanzati «al settimo cielo». Critiche sulla stampa inglese.

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Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

Mentre il giorno dopo la sentenza Amanda Konx e Raffaele Sollecito festeggiano la loro assoluzione definitiva, la famiglia Kercher è «sorpresa e scioccata», come ha dichiarato la madre di Meredith, Arline Kercher.
La decisione della Cassazione, per lei, è «strana», dato che la coppia era stata condannata due volte in primo e secondo grado di giudizio. «Strano che la sentenza cambi ora in Cassazione. Al momento non ho alcun piano», ha detto rispondendo a chi le chiedeva cosa avesse intenzione di fare.
L'AVVOCATO: «NON HA UN NOME CHI ERA CON GUEDE». Di tono dimesso anche il commento dell’avvocato Francesco Maresca: «È una verità difficile da digerire per la famiglia, per noi che l’abbiamo difesa e per i giudici che hanno emesso i verdetti di condanna». Per l'avvocato Maresca resta un mistero: «Non ha un nome chi era con Rudy Guede. I giudici hanno ritenuto che le prove non fossero sufficienti. Credo che sia una sconfitta per il sistema giudiziario italiano», ha poi dichiarato, secondo quanto riportano i giornali inglesi.
LA SORELLA DI MEREDITH: «SIAMO ALLIBITI». La sorella di Meredith, Stephanie Kercher, ha commentato così: «Siamo allibiti». La famiglia Kercher ha fatto sapere al quotidiano inglese Guardian che intende mandare un comunicato sull’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, probabilmente nella giornata di sabato 28 marzo. In alternativa, i parenti di Meredith potrebbero decidere di incontrare direttamente i giornalisti.
IL PADRE DI RAFFAELE: «AL SETTIMO CIELO». È tornato a parlare anche il padre di Raffaele Sollecito, Francesco, che è «al settimo cielo» per l'esito del processo, ma ricorda anche i «giorni drammatici, nei quali il nostro equilibrio psico-fisico è stato messo a dura prova» dopo cinque processi. Raffaele Sollecito, invece, ha passato la sua prima notte da innocente con la sua fidanzata, Greta Menegaldo, in un hotel di Bari. Intercettato dai cronisti si è limitato a dire: «Sono felicissimo, io e l'avv. Giulia Bongiorno terremo lunedì, a Roma, una conferenza stampa».
EVENTUALE RISARCIMENTO PER SOLLECITO E KNOX. L'assoluzione con sentenza definitiva è però anche l'occasione per pensare al risarcimento dei danni subiti dai due ex fidanzati che hanno trascorso quattro anni in carcere fino alla prima sentenza di assoluzione della Corte d'appello di Perugia e alla successiva scarcerazione. La richiesta di un eventuale risarcimento da parte di Amanda Knox «non è all'ordine del giorno», spiega uno dei difensori dell'americana, l'avvocato Luciano Ghirga. E l'altro legale, Carlo Dalla Vedova, ribadisce: «Non ne abbiamo parlato e non ci interessa». Amanda dalla sua casa di Seattle è raggiante ed esprime «gratitudine per la giustizia che ho ricevuto, per il sostegno ricevuto da tutti».
DUBBI SULLA VALIDITÀ DEL DNA. A giocare un ruolo decisivo nell'assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati probabilmente i forti dubbi sulla validità dei test del Dna eseguiti durante le indagini. A criticare le conclusioni degli investigatori italiani, ricorda la rivista New Scientist, sono stati diversi esperti su entrambe le sponde dell'Atlantico. Ad incriminare i due studenti erano tracce di Dna trovate su un coltello nell'appartamento di Sollecito, sul cui manico c'era materiale genetico di Amanda mentre sulla lama c'era quello di Meredith. Su un ferretto del reggiseno della ragazza uccisa c'era invece il Dna di Sollecito.
CRITICHE SULLA STAMPA INGLESE. Le cinque sentenze sull'omicidio di Meredith Kercher sono state criticate dalla stampa britannica. Il Guardian sottolinea che «questa non è certo la conclusione che i Kercher volevano o si aspettavano», e aggiunge che i familiari della vittima avevano riposto fiducia nel sistema giudiziario italiano. L'Indipendent si chiede come «il sistema giudiziario di un Paese bello e illuminato» abbia potuto compiere così tanti errori.

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