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IPSE DIXIT 28 Marzo Mar 2015 1057 28 marzo 2015

Della Valle-Elkann, dallo scontro alla pace

Pace sulla governance Rcs tra Della Valle ed Elkann. Dopo tanti scambi al veleno.

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John Elkann e Diego Della Valle.

A mettere pace tra Diego Della Valle e John Elkann alla fine ci ha pensato Mediobanca. Per il rinnovo del consiglio di amministrazione del gruppo del Corriere della Sera, nell’assemblea fissata per il prossimo 23 aprile, i soci principali, compreso il patron Tod's, sono destinati a votare gli stessi nomi.
L’imprenditore marchigiano alla fine ha accettato di dare il suo appoggio alla lista che vede l’ex amministratore delegato di Mondadori e attuale numero uno della Fieg, Maurizio Costa, candidato alla presidenza, la conferma di Pietro Scott Jovane come amministratore delegato e l’ingresso nel board del banchiere Gerardo Braggiotti, di Tom Mockridge (Ceo di Virgin Media prima di Sky Italia) e di Laura Cioli (amministratore delegato di Cartasì).
Tuttavia, prima di giungere a più miti consigli, Della Valle ha spesso attaccato il presidente di Fiat Chrysler Automobiles, che altrettanto spesso ha risposto alle sue bordate. L'imprenditore ha trascinato nella polemica anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli. Il quale però, alla fine, ha deciso di sottoscrivere la medesima lista di candidati.
Ecco quindi una rassegna degli scambi di colpi più clamorosi tra i litiganti di via Solferino, che adesso sembrano aver ritrovato lo spirito di squadra.

«È un imbecille, vada via»

«Quel poveretto di Jaki non ha perso l'occasione di ricordare che è un imbecille». Diego Della Valle, a passeggio in piazza della Signoria a Firenze, 15 febbraio 2014. Il giorno precedente John Elkann, in un incontro con gli studenti di Sondrio su scuola e lavoro, aveva detto che «molti giovani italiani non trovano lavoro perché stanno bene a casa».

«Tod's è un'azienda nana»

«Della Valle pensi alla sua azienda. Rispetto ai suoi competitor è una nana». John Elkann, 11 febbraio 2014. All'epoca Della Valle stava preparando un'azione di responsabilità contro il consiglio di amministrazione di via Solferino.

«Venga da noi per uno stage»

«Il presidente della Fiat venga a vedere la Tod's. Potrebbe anche rimanere per uno stage, visto che ha molto tempo libero, così potrà imparare cosa vuol dire lavorare per davvero». Questa la replica immediata di Diego Della Valle all'accusa di 'nanismo aziendale' rivoltagli da John Elkann.

«Jovane? Non c'è ragione per cambiare chi lavora bene»

Uno dei bersagli dello scontro tra John Elkann e Diego Della Valle è stato l'amministratore delegato di Rcs, Pietro Scott Jovane. Difeso dal primo, avversato dal secondo. «Non c'è ragione per cambiare chi lavora bene», ha affermato a novembre 2014 Elkann, riferendosi proprio all'ad, da tempo nel mirino della redazione e del direttore Ferruccio de Bortoli per la gestione del quotidiano e della storica sede di via Solferino.

«A che titolo parla?»

Pronta la risposta di Diego Della Valle. L'investimento in Rcs? «Tutto sbagliato, non ho potuto toccare palle». Il patron Tod's, a disagio in un'assemblea degli azionisti che, a suo giudizio, lo considerava alla stregua di un corpo estraneo, in quell'occasione ha aggiunto: «Sono fuori dall'Italia e mi dicono che Jaki Elkann ha fatto ancora dichiarazioni sulla gestione di Rcs. Non capisco a che titolo parli. Rcs è una società quotata in Borsa che deve rispondere al mercato e a moltissimi azionisti, alcuni dei quali rilevanti, che non mi risulta abbiano delegato Elkann a parlare per contro loro».

«Bazoli dovrebbe chiedere scusa agli italiani e dimettersi»

«Se Giovanni Bazoli avesse un briciolo di dignità dovrebbe chiedere scusa agli italiani e dimettersi immediatamente da ogni incarico pubblico». Parole di Diego Della Valle, pronunciate a giugno 2014 e riferite alla ricostruzione fatta da alcuni organi di stampa, secondo cui Bazoli avrebbe usato il suo potere per collocare la figlia Francesca alla vicepresidenza di Ubi leasing e per far ottenere una serie di consulenze al genero, Gregorio Gitti.
Il banchiere bresciano all'epoca annunciò querela: «Da troppo tempo il signor Della Valle si esibisce con dichiarazioni nei miei confronti che sono ingiuriose e inaccettabili (famoso l'epiteto di «arzillo vecchietto», attribuito a Bazoli sempre dal patron Tod's, ndr). Quindi ne dovrà rispondere nelle opportune sedi giudiziarie, nei tempi e nei modi che mi riservo di valutare».

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