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TERRORE 28 Marzo Mar 2015 1229 28 marzo 2015

Egitto, bomba davanti alla metro a Il Cairo

L'esplosione vicino all'università: 8 feriti. In città il summit della Lega araba.

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L'università di Giza a Il Cairo.

Una bomba è esplosa al Cairo il 28 marzo causando otto feriti: lo ha reso noto il ministero della Salute egiziano. L'esplosione è avvenuta «davanti alla stazione della metro dell'Università a Giza», ha precisato una fonte della sicurezza.
Il bilancio è stato confermato anche dall'agenzia ufficiale Mena precisando che quattro sono «ufficiali di polizia». L'attentato, uno dei molti che vengono compiuti in Egitto, è avvenuto proprio mentre a Sharm El Sheikh si è aperto il vertice della Lega araba.

L'attentato ha scosso il 26esimo summit dei Paesi arabi puntato sullo Yemen e sulle frizioni di buona parte del blocco arabo con l’Iran.
In mattinata il re dell’Arabia saudita Salman si era incontrato con il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi e quello yemenita Abdo Rabbo Mansur Hadi.
Aprendo i lavori trasmessi in tivù, l’emiro del Kuwait, sceicco Sabah IV, ha chiesto all’Iran di fugare i «dubbi» sui suo programma nucleare. Poi, si è passati al nodo Yemen. Secondo il saudita Salman «l’operazione Decisive storm continuerà finché il Paese non recupererà la propria stabilità e sicurezza».
Riferendosi a Teheran, Abdel Fattah Al Sisi ha aggiunto che «la situazione in Yemen è dovuta a interventi stranieri che cercano di inoculare il virus dello Yemen in tutto il corpo arabo». «La situazione in Yemen è divenuta così grave da rendere l’intervento arabo inevitabile» e da «attentare alla sicurezza araba comune», ha aggiunto ancora Sisi sottolineando che «l’avvenire» del Paese «è legato alle nostre risoluzioni».
Anche il presidente yemenita Abdo Rabbo Mansur Hadi ha chiesto «la prosecuzione dell’operazione Decisive Storm fino alla resa della banda di ribelli che insidia lo Yemen».

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