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VIOLENZA 28 Marzo Mar 2015 1808 28 marzo 2015

Elezioni in Nigeria, strage di Boko Haram

Il gruppo terroristico uccide 39persone nel Nord Est. Altre 23 decapitate alla vigilia.

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Urne rigate di sangue in Nigeria. Il 28 marzo, nel giorno delle elezioni per presidente e perlamento, il gruppo terroristico Boko Haram ha seminato il terrore come aveva promesso il suo leader di Boko Haram Abubakar Shekau. La notte tra il 26 e 27 marzo 23 persone sono state decapitate con una motosega nel villaggio di Buratai, a circa 200 km da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno.
Il 28 marzo, cinque attacchi diversi hanno infiammato lo Stato del Gombe, dove le vittime sono state 39.
Secondo i residenti della città di Miringa, i Boko Haram hanno incendiato le case e sparato alla gente mentre cercava di fuggire. Il bilancio è stato di 25 morti. Altre 14 persone, tra cui un deputato di Gombe, sono morti negli attacchi contro le città di Biri e Dukku.
ESPLOSE DUE AUTOBOMBA. In mattinata due autobomba sono esplose davanti a due seggi elettorali nello Stato di Enughu, nel Sud Est, senza però provocare danni. Le forze di sicurezza hanno disinnescato altre due bombe.
In alcuni casi non è stato subito chiaro se gli attacchi fossero stati compiuti dagli estremisti islamici o fossero il frutto di scontri politici. «Ma qual è la differenza?», ha detto un testimone alla Bbc.
Il 27 marzo il ministero della Difesa nigeriano aveva annunciato di aver distrutto i centri di comando di Boko Haram a Gwoza, sempre nel Nord Est, uccidendo «diversi terroristi del Califfato» e catturandone molti altri. Ma il gruppo jihadista è riuscito comunque a dare seguito alle minacce del suo leader che a febbraio aveva avvertito in un video su Twitter: le elezioni «non si svolgeranno in un clima pacifico, anche se ciò dovesse costarci la vita».
IL TERRORISMO PRIORITÀ DEI CANDIDATI. La violenza jihadista è la priorità della prossima presidenza nigeriana per la quale si sfidano il capo di Stato uscente, il cristiano Goodluck Jonathan del People's democratic party, e Muhammadu Buhari, generale musulmano ed ex dittatore.
Proprio in nome della sicurezza le elezioni inizialmente previste per il 14 febbraio erano state rinviate, a una settimana dal voto, al 28 marzo. Circa 70 milioni di cittadini sono stati chiamati alle urne nel Paese più popoloso dell'Africa (170 milioni di abitanti), con un nuovo sistema di identificazione degli elettori, che include le carte biometriche.
Ma in alcune aree della Nigeria, compresa Lagos, «problemi tecnici» nel sistema di riconoscimento dei votanti hanno impedito il normale avvio delle operazioni di voto che sono state rinviate al 29 marzo dalla Commissione elettorale.
Slitta di conseguenza anche l'annuncio dei risultati (che erano stati promessi entro le 48 ore). Nei giorni scorsi Jonathan e Buhari hanno siglato un accordo assicurando l'intenzione di rispettare il risultato del voto, a patto che si svolga senza brogli, per evitare le violenze seguite alle elezioni del 2011.

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