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RIVELAZIONI 30 Marzo Mar 2015 1600 30 marzo 2015

Airbus, la procura: «Lubitz era già a rischio suicidio»

Secondo le indagini il copilota era stato sottoposto a cure prima di prendere la licenza.

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Andreas Lubitz.

Andreas Lubitz, il copilota del volo Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi, prima di iniziare la carriera professionale di pilota era stato classificato come «a rischio suicidio» ed era per questo in terapia.
A renderlo noto la procura di Duesseldorf.
TRATTAMENTO CONCLUSO DA TEMPO. Il trattamento psicoterapeutico era stato comunque concluso prima dell'inizio del percorso che lo ha portato alla licenza di volo professionale, ha precisato ancora il portavoce parlando durante un incontro con la stampa convocato in procura nella città tedesca.
Ma la procura ha ribadito come «non ci sono prove che il copilota abbia annunciato precedentemente le proprie intenzioni» di schiantarsi con l’aereo sulle Alpi francesi «e non abbiamo trovato lettere che contengano una confessione da parte del copilota».
Gli investigatori finora non hanno trovato elementi utili a indicare un movente specifico.
OK DA ULTIME VISITE. Ma dai documenti relativi alle ultime visite mediche di Lubitz non è emerso «né un istinto suicida, né il fatto che potesse essere un pericolo per gli altri»:
Secondo la procura allo stato attuale delle indagini «non sono nemmeno emerse prove di una malattia organica».
CONTINUANO LE RICERCHE. Intanto a Seyne-les-Alpes continua il lavoro dei soccorritori per recuperare i resti delle vittime.
Ma i problemi non mancano.
Secondo il ministro degli Esteri spagnolo Jose Garcia-Margallo «il pezzo più grande rimasto dell’aereo era di un metro».
Rimangono le difficoltà di identificare le 150 persone che hanno perso la vita nella tragedia, 50 delle quali di nazionalità spagnola.
SECONDA SCATOLA NERA INUTILE. E per ricostruire quello che successe davvero tra i cieli francesi quella terribile mattina del 24 marzo probabilmente la seconda scatola nera non darà alcun aiuto.
Secondo un responsabile della Lufthansa, Kay Kratky il Flight data recorder (dati di volo), ancora non rinvenuto dagli inquirenti, potrebbe essersi «polverizzato».
«Potrebbe essere che lo stress sia stato troppo forte e che non mandi più alcun segnale», ha detto Kratky.

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