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SCANDALO 30 Marzo Mar 2015 0855 30 marzo 2015

Corruzione, arrestato il sindaco di Ischia

In manette il primo cittadino dell'isola del Pd Giuseppe 'Giosi' Ferrandino. Avrebbe preso tangenti per 330 mila euro. Fermati nove dirigenti della coop rossa Cpl.

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Giuseppe 'Giosi' Ferrandino.

Il sindaco di Ischia, Giuseppe 'Giosi' Ferrandino (Pd) e altre nove persone tra cui dirigenti del colosso delle cooperative Cpl Concordia sono state arrestate dai carabinieri del Comando Tutela Ambiente nell'ambito di una inchiesta della procura di Napoli su tangenti pagate per la metanizzazione dei comuni dell'isola campana. Il primo cittadino avrebbe incassato 330 mila euro, tramite la stipula fittizia di convenzioni con Cpl, per la messa a disposizione di alcune stanze nell'albergo di famiglia.
«Sta alla magistratura fare indagini e individuare le responsabilità, noi sospenderemo il sindaco dal Pd come prevede il nostro statuto», ha affermato il presidente del Pd Matteo Orfini a PiazzaPulita su La7.
CORRUZIONE INTERNAZIONALE. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione (anche internazionale), dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio, all'emissione di fatture per operazioni inesistenti. L'inchiesta coordinata dai pm Woodcock, Carrano e Loreto e condotta dai reparti speciali del Comando per la Tutela dell'Ambiente del colonnello Sergio De Caprio, il «Capitano Ultimo» ha preso le mosse nell'aprile 2013 ed ha portato alla luce, secondo l'accusa, un sistema di corruzione basato sulla costituzione di fondi neri in Tunisia da parte della Cpl Concordia con cui retribuire pubblici ufficiali per ottenerne i favori nell'aggiudicazione di appalti.
A Ischia, secondo l'ipotesi accusatoria, la Cpl si sarebbe aggiudicata l'appalto per la metanizzazione con l'appoggio della fazione dei Casalesi guidata da Michele Zagaria; i subappalti sarebbero stati poi distribuiti alle ditte locali indicate dai boss.
IN CELLA ANCHE IL FRATELLO DEL SINDACO. In carcere, su disposizione del gip Amelia Primavera, sono finiti oltre al sindaco di Ischia il fratello di questi, Massimo Ferrandino, il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl Concordia Francesco Simone, l'ex presidente Roberto Casari (andato in pensione il 30 gennaio scorso, ma secondo l'accusa ancora regista degli affari della cooperativa), il responsabile commerciale dell'area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Bruno Santorelli, il presidente del consiglio di amministrazione della Cpl distribuzione Maurizio Rinaldi e l'imprenditore casertano Massimiliano D'Errico.
DIRIGENTE AI DOMICILIARI. Arresti domiciliari, invece, per il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune di Ischia Silvano Arcamone, mentre per Massimo Continati e Giorgio Montali, rispettivamente direttore amministrativo e consulente esterno della Cpl è stata disposta la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza.
TERREMOTO SU D'ALEMA. Simone, intercettato dalle forze dell'ordine, chiama in causa Massimo D'Alema. «Dobbiamo investire negli Italiani Europei dove D'Alema sta per diventare Commissario Europeo, perché D'Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi, ci ha dato delle cose. Inoltre, la Cpl ha comprato alcune centinaia di copie dell'ultimo libro del politico del Pd, nonché alcune migliaia di bottiglie del vino prodotto da una azienda agricola riconducibile allo stesso D'Alema.
BUFERA SU UNA COOP STORICA. La Cpl Concordia, con sede a Concordia sulla Secchia, nel Modenese è una cooperativa storica, nata nel 1899.
Negli atti dell'inchiesta viene definita una «tra le più antiche cosiddette cooperative rosse». Opera a livello internazionale, con 1.800 addetti e 70 società controllate e collegate in tutto il mondo e un fatturato consolidato di 461 milioni nel 2014.
Si tratta di un gruppo cooperativo cosiddetto 'multiutility' che si occupa di energia in tutti i suoi aspetti: dall'approvvigionamento e distribuzione alla vendita e contabilizzazione di gas ed elettricità, alla produzione mediante sistemi tradizionali o impianti rinnovabili. L'attuale presidente è Mario Guarnieri. Il precedente, Roberto Casari, arrestato il 30 marzo, era andato in pensione il 30 gennaio scorso.
LEGACOOP: «NON PROTEGGEREMO NESSUNO». La posizione di Legacoop, dopo gli arresti alla Cpl, «è quella di sempre: rispettiamo le scelte della magistratura, ci auguriamo che queste indagini siano completate al più presto». A dirlo il presidente Mauro Lusetti. «Le responsabilità, se mai venissero accertate, sono personali. Noi, se lo saranno, come sempre ci porremo sul versante della legalità e non proteggeremo nessuno».

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