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ESTERI 30 Marzo Mar 2015 0643 30 marzo 2015

L'Iran: «Non trasferiremo l'uranio in Russia»

Teheran chiude. A rischio l'accordo con gli Stati Uniti. Timori da Israele.

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La Guida suprema iraniana Ali Khamenei.

Alla vigilia della scadenza del termine per un accordo sul nucleare, funzionari iraniani mettono in dubbio il successo delle trattative rimettendo in discussione uno degli elementi critici dell'accordo: la disponibilità di Teheran al trasferimento in Russia del proprio combustibile nucleare.
LA CHIUSURA DI ABBAS. Lo riporta il New York Times. «L'esportazione di scorte di uranio arricchito non è nel nostro programma e non intendiamo inviarle all'estero», ha dichiarato Abbas Araghchi ai media iraniani.
Un fulmine a ciel sereno, che rischia di mettere in pericolo la fattibilità di un accordo che sembrava in dirittura d'arrivo. Una cosa che ha fatto scatenare Israele, e in particolare il premier Benjamin Netanyahu, che aveva commentato: «L'accordo va oltre i nostri timori».
USA: «FALLIMENTO NON PREVISTO». Intanto il vice portavoce della Casa Bianca Eric Schultz ha spiegato di «non ipotizzare un fallimento» perché le decisioni e trattative con l'Iran sono agli sgoccioli.
I PUNTI DELL'ACCORDO. Il governo di Tel Aviv, infatti, è entrato in rotta di collisione con la presidenza americana per l'apertura a Teheran sul nucleare. Che prevedeva lo spostamento dell'uranio arricchito in Russia, oltre a controlli costanti degli ispettori, all'utilizzo limitato del numero di centrifughe, e per scopi scientifici, medici e industriali.

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