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CRONACA 30 Marzo Mar 2015 1856 30 marzo 2015

Scandalo Cpl, il dirigente: «Se parliamo finiamo al gabbio»

Francesco Simone fornisce, secondo l'accusa, lo schema di come il colosso Coop muoveva le sue pedine per ottenere appalti.

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Un momento della costruzione del metanodotto Napoli-Ischia pubblicata sul sito della cooperativa.

I soldi «non sono di nessuno, servono a tutti per vivere e cercare di fare le cose come si deve». Ma bisogna avere «calma e gesso», perché «meno si parla e meglio si sta»: è il responsabile delle relazioni istituzionali della cpl Concordia Francesco Simone a fornire, secondo l'accusa, lo 'schema' di come il colosso delle Coop muoveva le sue pedine per ottenere appalti in tutta Italia.
L'occasione gliela fornisce l'interesse di una piccola società pugliese che mira ad entrare nel giro della Cpl.
«UFFICIO APERTO 24 ORE AL GIORNO». «Ben venga», afferma l'uomo delle relazioni istituzionali - «però noi le gare che ci interessano le monitoriamo già...abbiamo l'ufficio aperto 24 ore al giorno, un colosso che fa monitoraggio di tutte le gare...che ci possono interessare». Questo però non significa nulla. Noi «siamo qui», spiega ancora Simone al suo interlocutore, «se c'ha delle gare per cui ha da proporci che noi che loro...dove loro non arrivano così che ben vengano». D'altronde «due occhi in più vanno meglio...sei occhi vanno meglio di quattr'occhi non è un problema, totale disposizione». Ma bisogna muoversi sempre, è il suo obiettivo, «nell'interesse di tutti» e «non tanto per buscare o non buscare..». Il «problema», infatti, «è la sicurezza del nostro futuro perché qui...è finita la storia».
COINVOLGE ANCHE L'AMBASCIATORE ALBANESE. Simone è appunto l'uomo che tiene le fila dei rapporti istituzionali, telefona per mettere in contatto persone, si dà da fare per far ottenere voti alle Europee al sindaco di Ischia (arrestato il 30 marzo), coinvolgendo perfino l'ambasciatore albanese in Italia: la sua intermediazione, infatti, «potrebbe fruttare 10 mila voti», che sono quelli degli albanesi con la cittadinanza italiana. In cambio ci sarebbe ovviamente, sostiene l'accusa, un soggiorno nell'hotel di Ischia del primo cittadino: «se avremo l'invito» - dice l'ambasciatore al telefono - «io non rinuncio mai...gli diamo anche una mano per le elezioni». Il pranzo con l'ambasciatore serve anche per parlare degli investimenti da parte della cooperativa in Albania, perché la Cpl non vuole farsi scappare nulla.
MAZZETTA DA 100 MILA EURO. A marzo 2014, ad esempio, Simone parla al telefono con il consigliere comunale di Tursi, in provincia di Matera, Antonio Lauria: i due, sempre secondo la procura di Napoli, discutono di un appalto per la pubblica illuminazione comunale in cambio di una mazzetta da 100 mila euro. «Cinquanta prima della gara e cinquanta quando si aggiudica la gara» - afferma il pubblico ufficiale - «Cpl è una certezza, se troviamo l'accordo su quei cento».
«SE PARLIAMO FINIAMO AL GABBIO». Un mese dopo Simone chiede a Lauria se quei soldi li vuole «bianchi o neri», vale a dire, scrivono i carabinieri, «se preferisce avere i soldi in nero e in contanti oppure attraverso la stipula del solito contratto di consulenza fittizio». Su una cosa, però, bisogna stare attenti: parlare il meno possibile. E Simone lo dice chiaramente: «Non facciamo casini capisci...forse non hai ancora capito, no ma non hai proprio capito un c..., quelle situazioni lì, qui lo dico e qui lo nego, le gestisco solo io. Se parliamo finiamo al gabbio...ho cinque figli...meno si parla e meglio si sta».

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