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COMPAGNIA AEREA 31 Marzo Mar 2015 2138 31 marzo 2015

Lufthansa tra bugie, risarcimenti e danno d'immagine

Depressione di Lubitz negata. Dietrofront. Rimborsi. Così l'azienda perde la faccia.

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Aerei Lufthansa fermi in aeroporto.

Un pezzo dopo l'altro, come un muro da cui si stacchano i calcinacci, la credibilità di Lufthansa cade.
E quel palazzo che sembrava perfetto mostra tutte le crepe che nessuno avrebbe mai pensato potesse avere.
Le bugie hanno le gambe corte, anche quelle di Carsten Spohr, l'amministratore delegato della compagnia aerea tedesca che nel tentativo di mettere una toppa sul disastro Germanwings è inciampato in più di un'occasione.
DEPRESSIONE? NO, ANZI SÌ. Dopo aver negato di sapere dei problemi di salute del copilota Andreas Lubitz, ricordando come avesse superato tutti i test psicologici, Lufthansa ha dovuto ammettere di essere stata informata delle sue crisi depressive.
Si tratta di un episodio che risale al 2009, quando Lubitz dovette interrompere l'addestramento per gli ormai ben noti problemi che lo costrinsero a sottoporsi a controlli medici periodici.
Nonostante tutto, fu la stessa compagnia a dichiarare idoneo nel 2014 un ragazzo con istinti suicidi, cinque anni dopo, facendolo entrare in cabina di pilotaggio dopo 11 mesi da stewart.
ANNI DI REPUTAZIONE IN GIOCO. Il continuo rincorrersi di voci ed elementi di sospetto sul conto di Lubitz, dai problemi psicologici a quelli di una vista zoppicante, non fanno che peggiorare la situazione, e a Lufthansa non resta che appigliarsi alla reputazione accumulata in decenni senza incidenti e intoppi.
Ma il danno d'immagine rischia di superare quello finanziario.
Il pool assicurativo facente capo ad Allianz, a cui si affida la compagnia, ha già stanziato 279 milioni di euro per affrontare l'emergenza. Si tratta di una somma che comprende il costo dell'Airbus A320 caduto (87,4 milioni) e i risarcimenti alle famiglie.
ALMENO 50 MILA EURO A VITTIMA. Lufthansa ha già annunciato di voler garantire 50 mila euro a vittima per le spese contingenti contro i 20 mila prescritti dal regolamento europeo, mandando un chiaro segnale. Per il resto la presenza di tanti giovani tra i passeggeri del volo potrebbe darle una mano.
PER LEGGE NIENTE DANNI MORALI. Le leggi tedesche non prevedono i danni morali, ma solo quelli materiali, così se a morire è un adulto che lavorava, la cifra che spetta ai familiari è proporzionata allo stipendio che prendeva.
Se la vittima è un giovane senza reddito, invece, ai genitori non spetta alcuna somma.
Lufthansa potrebbe comunque scegliere di superare il diritto, attribuendo di sua spontanea volontà i risarcimenti per i danni morali. Sarebbe una buona strategia per evitare di veder crollare la propria reputazione.

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