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NEGOZIATI 31 Marzo Mar 2015 0909 31 marzo 2015

Nucleare Iran, stretta finale per l'accordo

Trattative a Losanna. Gli Usa allungano i tempi di scadenza: «Lavori estesi al primo aprile».

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L'Alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, e il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif.

Stretta finale sul programma nucleare iraniano. Per giungere ad un accordo tra le sei potenze del 5+1 e l'Iran glu Usa hanno deciso di spostare in avanti la scadenza dei negoziati ripresi a Losanna il cui termine era stato inizialmente previsto per la mezzanotte del 31 marzo. Il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov, partito per Mosca, ha deciso di tornare in Svizzera: segno che le trattative sono in dirittura d'arrivo. «Le possibilità di un accordo sono elevate», ha affermato lo stesso Lavrov.
USA: «PRONTI A SPOSTARE LA SCADENZA». I progressi fatti durante la giornata di negoziati hanno convinto gli Usa a spostare di un giorno la data di scadenza per trovare l'accordo. «Siamo naturalmente disposti a continuare a lavorare se ci sono progressi, domani (mercoledì 1 aprile, ndr) compreso se è utile farlo», ha fatto sapere in una nota un funzionario del Dipartimento di Stato.
Il portavoce Josh Earnest ha aggiunto: «È il momento che l'Iran assuma impegni seri».
KERRY OTTIMISTA. Prima della riunione con il ministro degli Esteri dell'Iran Mohammad Javad Zarif, c'è stata una consultazione tra i ministri dei Paesi del 5+1 (Usa, Gb, Francia, Russia, Cina più la Germania) e l'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Federica Mogherini.
Il 30 marzo il segretario di Stato Usa John Kerry aveva parlato di in «un piccolo spiraglio di luce» ma anche di «punti complicati» ancora da risolvere.
VERSO UN'INTESA PRELIMINARE. L'obiettivo dei colloqui di Losanna è di giungere a un'intesa preliminare che garantisca la natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano in cambio di una revoca delle sanzioni economiche internazionali che colpiscono Teheran. La scadenza per un accordo finale e dettagliato è invece fissata per fine giugno.
DURATA DI 10 ANNI. In linea di massima si profila un'intesa in base alla quale l'Iran per 10 anni potrà utilizzare solo 6 mila delle circa 10 mila centrifughe per l'arricchimento dell'uranio di cui dispone. Allo stesso tempo, i suoi impianti saranno sottoposti a controlli costanti da parte degli ispettori internazionali.
LO SCOGLIO DELL'URANIO. Teheran, avevano lasciato trapelare alcune fonti, starebbe accettando l'idea di trasferire in Russia l'uranio arricchito che produce. Ipotesi che l'Iran ha però smentito. Secondo il New York Times, funzionari occidentali insistono che ci sono altri modi di trattare il materiale. L'opzione principale, riferiscono, è la miscelazione in una forma più diluita. A seconda delle misure tecniche adottate, il processo di arricchimento per uso militare sarebbe molto più lungo, se non quasi impossibile.
RIMOZIONE DELLE SANZIONI. Infine, il nodo cruciale delle sanzioni: l'Iran vorrebbe che la loro completa rimozione fosse contestuale al via libera dell'accordo, ma la controparte pensa ad una revoca progressiva e condizionata negli anni dell'accordo.
IRAN RIBADISCE NO A BOMBA. Intanto Ashgar Soltanieh, consulente del presidente dell'Agenzia atomica iraniana, ha comunque ribadito che l'Iran non intende dotarsi di armi nucleari, come confermato dalla fatwa del 2012 della Guida Suprema Ali Khamenei.
Inoltre, ha osservato, se anche decidesse di realizzare un'arma nucleare non potrebbe competere con i Paesi che già ne hanno, per un totale di 20 mila testate.

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