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MANIFESTAZIONE 31 Marzo Mar 2015 1000 31 marzo 2015

Quote latte, allevatori in piazza a Roma

Mobilitazione di Coldiretti. Che denuncia: dopo 30 anni solo una stalla su cinque è sopravvissuta.

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Una manifestazione degli allevatori di Coldiretti contro il regime delle quote latte.

È finito dopo oltre 30 anni il regime delle quote latte. E per l'occasione, martedì 31 marzo, gli allevatori della Coldiretti sono scesi in piazza a Roma con la pronipote della mucca 'Onestina', simbolo della battaglia per il Made in Italy degli allevatori onesti.
Ma le quote latte, secondo il Dossier sull'attuazione delle quote latte in Italia Coldiretti, hanno lasciato in vita in Italia appena 36 mila allevamenti sulle 180 mila degli Anni 80: solo una stalla su cinque è sopravvissuta.
AUMENTO DEI COSTI. All'inizio del regime nel 1984 in Italia - ha sottolineato Coldiretti - il latte che veniva pagato in media agli allevatori 0,245 euro al litro mentre i consumatori lo pagavano 0,40 euro al litro (780 lire). Oggi, il prezzo del latte fresco moltiplica più di quattro volte dalla stalla allo scaffale, con un ricarico del 317%: il prezzo pagato agli allevatori è aumentato di poco più di 10 centesimi mentre il costo per i consumatori è cresciuto di 1,1 euro al litro.
ALLEVATORI PENALIZZATI. Oggi quindi gli allevatori devono vendere tre litri di latte per bersi un caffè al bar, quattro litri per un pacchetto di caramelle, quattro litri per una bottiglietta di acqua al bar mentre quasi 15 litri per un pacchetto di sigarette.
«E il prezzo riconosciuto agli allevatori», ha evidenziato Coldiretti, «non copre neanche i costi per l'alimentazione degli animali».
ABUSI LUNGO LA FILIERA. Secondo Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, «in Italia esiste uno squilibrio contrattuale tra le parti lungo la filiera che determina un abuso, da parte dei trasformatori, della loro posizione economica sul mercato, dalla quale gli allevatori dipendono». Ecco perché Coldiretti e Codacons «hanno chiesto con un esposto di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco all'Autorità garante della concorrenza e del mercato».
IN ARRIVO NUOVE MULTE. Nonostante la fine del regime delle quote latte, esiste ancora «il rischio concreto dell'arrivo di nuove multe, stimate attorno ai 40 milioni di euro, per il superamento da parte dell'Italia del proprio livello quantitativo di produzione assegnato dall'Unione europea, dopo quattro anni in cui nessuna sanzione è stata dovuta dagli allevatori italiani».
Da quanto ha spiegato Coldiretti, «il superamento delle quote 2014-15 è dimostrato dal trend di aumento del 3% rispetto allo scorso anno registrato dall'Agea tra aprile 2014 e gennaio 2015»: «Quello che si preannuncia è quindi il primo sforamento dopo l'introduzione della legge 33 del 2009».
FUTURO A RISCHIO. A preoccupare gli allevatori del comparto è, però, il futuro. «Con la fine del regime delle quote latte è prevedibile un aumento della produzione lattiera comunitaria che nel 2015 è stimata pari al 6%, con il rischio di una vera invasione straniera in Italia dove si importa già quasi il 40% dei prodotti lattiero caseari consumati», è la denuncia di Coldiretti. «Tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero, ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta».
INVASIONE DALL'ESTERO. Sempre secondo il dossier, «dalle frontiere italiane passano ogni giorno 24 milioni di litri di latte equivalente tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all'insaputa dei consumatori»: «Complessivamente in Italia sono arrivati 8,6 miliardi di chili in equivalente latte (fra latte liquido, panna, cagliate, polveri, formaggi, yogurt e altro) che vengono utilizzati in latticini e formaggi all'insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori».

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