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REPLICA 31 Marzo Mar 2015 0700 31 marzo 2015

Scandalo Coop rosse, D'Alema: «Non ho mai ricevuto favori»

L'ex premier dopo le intercettazioni dove si fa il suo nome: «La giustizia non deve sputtanare le persone».

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L'ex premier Massimo D'Alema.

Massimo D'Alema rimanda al mittente ogni sospetto sulle intercettazioni dell'inchiesta ischitana su appalti e tangenti che coinvolge Partito democratico e Coop rosse. L'ex premier, che non è indagato ma compare nelle carte dei magistrati, s'è sfogato su La Repubblica, parlando di una «vicenda scandalosa»: «È incredibile», ha argomentato D'Alema, «diffondere intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l'indagine». Quindi ha lanciato un allarme: «Chi non ha ruoli istituzionali e non è indiziato di reato non può essere perseguitato in questo modo al solo scopo di ferirne l'onorabilità».
ESTRANEO ALL'INCHIESTA. Secondo l'ex presidente del Consiglio, «la giustizia ha il compito di individuare i reati e non deve avere come fine lo sputtanamento delle persone». Poi lo stesso D'Alema, ribadendo di non aver «niente a che fare con questa storia» dell'ipotesi di tangenti per il programma di metanizzazione dell'isola di Ischia, ha aggiunto: «Non si può utilizzare un'inchiesta per chiamare in causa chi è totalmente estraneo».
RAPPORTI CON LA CPL. L'ex presidente dei Democratici di sinistra ha ammesso di aver rapporti con Cpl Concordia, per la quale ha «tenuto una conferenza in occasione della sua assemblea annuale»: «Ma si tratta di un rapporto del tutto trasparente come con altre cooperative e aziende private», ha chiarito D'Alema. Che s'è chiesto: «Che rapporto c'è tra i reati di cui si parla e i miei rapporti con le persone?».
NESSUN REGALO. Rispetto all'acquisto del vino di famiglia da parte della Coop, l'ex premier ha precisato: «Non ho avuto alcun regalo, è ridicolo definire l'acquisto in tre anni di 2 mila bottiglie di vino prodotto dalla mia famiglia come un mega ordine, peraltro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi». Mentre sui libri ha chiarito: «Nessun beneficio personale, ma attività editoriale legittima che rientra nel normale e quotidiano lavoro della fondazione Italianieuropei».
CASO DIVERSO DA LUPI. Smentita anche l'amicizia con Giosi Ferrandino, sindaco Pd di Ischia arrestato nell'ambito dell'inchiesta. «L'ho conosciuto quando ero candidato alle elezioni europee», ha detto D'Alema, «l'ho incontrato una sola volta nella vita».
E a chi ha paragonato la sua vicenda con quella di Maurizio Lupi, l'ex premier ha precisato: «Io non sono un ministro, che ha vincoli di comportamento derivante dalla carica. Sono un cittadino qualsiasi senza incarichi istituzionali di alcun genere».

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