Giudice Reati Lievi 150402063901
SVOLTA 2 Aprile Apr 2015 0640 02 aprile 2015

Giustizia, reati lievi: archiviazione senza processo

Obiettivo della norma è smaltire i troppi casi in attesa in tribunale. Pm soddisfatti.

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Svolta nei tribunali: per i reati lievi sarà possibile l'archiviazione senza il processo.

Stop all'obbligatorietà dell'azione penale per i reati minori. È una vera rivoluzione quella in arrivo per i tribunali e che punta a mettere fine a un sistema che in Italia ha prodotto più danni che vantaggi.
La novità è stata battezzata «tenuità del fatto»: in pratica, come ha spiegato il quotidiano La Stampa, è un'opportunità per i magistrati di non celebrare un processo contro chi si è macchiato di colpe «leggere» (sono i reati puniti fino a cinque anni e che non hanno portato a gravi conseguenze) e di concludere subito il procedimento con un'archiviazione.
DECIDE TUTTO IL GIUDICE. La svolta è stata apprezzata dai magistrati che da tempo chiedevano un intervento in tal senso. E pure gli avvocati hanno plaudito. Anche se resta il nodo della discrezionalità dei giudici: sono questi ultimi a diventare i dominus della decisione, perché la valutazione dei fatti è rimessa a loro. Su questo punto, infatti, si sono concentrate le critiche: si teme che le decisioni possano non essere uniformi per fatti analoghi e siano influenzate dalle sensibilità personali.
SCONTRO SU ALCUNI REATI. Ma le criticità non sono finite, perché se tra i reati punibili fino a cinque anni ce ne sono molti a basso impatto sociale, ce ne sono pure altri che sono ben diversi dal furtarello: per esempio le discariche non autorizzate, il traffico dei rifiuti, gli scarichi industriali abusivi, l'adulterazione dei cibi, l'omissione nella sicurezza sul lavoro, l'intrusione informatica e la guida in stato di ebbrezza.
AGGIUSTAMENTI ALLA NORMA. Per risolvere i nodi più critici, quindi, è stato specificato che il 'perdono' può essere offerto solo a chi compie il reato per la prima volta e non è un delinquente abituale: lo stalking, per citarne uno che più preoccupa gli addetti ai lavori, è considerato un reato proprio perché è un'azione ripetuta e quindi è escluso dalla norma.
Inoltre, la discrezionalità del giudice (la decisione avviene sulla proposta del pm) non può valere per i reati che provocano morte o lesioni, e neppure per quelli crudeli e commessi contro i deboli e chi è incapace di difendersi.
STOP AI PROCESSI IN CORSO. Ci sono poi i dubbi che riguardano i processi avviati e non ancora giunti a sentenza: nel provvedimento manca un'indicazione in merito, anche se l'orientamento dei magistrati resta quello di applicare retroattivamente la norma più favorevole all'imputato. Ecco perché è probabile che da oggi saranno archiviati i casi che rientrano tra i reati minori. Sempre che il giudice lo ritenga possibile.

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