CHIESA 3 Aprile Apr 2015 2140 03 aprile 2015

Il papa celebra la Via crucis al Colosseo

Francesco prega contro le persecuzioni. A portare la croce anche fedeli siriani e iracheni. Foto.

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Il venerdì santo è arrivato e i fedeli si sono radunati al Colosseo per la tradizionale Via crucis celebrata da papa Francesco.
A portare la croce anche siriani, nigeriani, iracheni, egiziani, cinesi, persone originarie della Terra Santa, e ovviamente italiani, singoli e famiglie.
Le meditazioni sono affidate al vescovo Renato Corti e si focalizzano sulla 'custodia' secondo l'esempio di san Giuseppe.
LE FAMIGLIE IN PRIMA FILA. Al vicario del papa per Roma, il cardinale Agostino Vallini, il compito di portare la croce nelle prima stazione. Poi il legno è stato affidato a diverse famiglie, a una malata, a delle suore irachene, a due siriani, due nigeriani, due egiziani e due cinesi.
«Adesso torniamo a casa col ricordo di Gesù, della sua passione, del suo grande amore, e anche con la speranza della sua gloriosa resurrezione». Con queste parole papa Francesco, acclamato dalle grida di «viva il papa», ha concluso il solenne rito al quale hanno preso parte decine di migliaia di persone. Subito prima papa Bergoglio ha ricordato le ferite del crocifisso e della umanità, accennando ad alcuni dei temi delle meditazioni.

«IL SILENZIO COMPLICE DELLE PERSECUZIONI». In primo piano i cristiani perseguitati, le vittime della violenza. «In te venduto e crocifisso», ha detto il pontefice, «vediamo i nostri consueti tradimenti e quotidiane infedeltà, nel tuo viso sfigurato vediamo la brutalità dei nostri peccati, la crudeltà del nostro cuore e azioni, vediamo tutti gli abbandonati della società, i corpi dei nostri fratelli abbandonati lungo le strade, sfigurati dalla nostra negligenza e indifferenza».
E ancora: «La sete del tuo padre misericordioso che in te ha voluto abbracciare, perdonare e salvare tutta l'umanità, ci fa pensare alla sete dei i nostri fratelli perseguitati, decapitati e crocifissi per la loro fede in te, sotto i nostri occhi o spesso con il nostro silenzio complice».
«DIO NON CI DIMENTICA MAI». In un ulteriore passaggio il papa ha ricordato che «Dio non dimentica mai i suoi figli e non si stanca mai di perdonarci e abbracciarci con sua misericordia, e non dobbiamo stancarci mai di chiedere perdono e credere nella misericordia di Cristo». Anche in questo breve discorso finale dunque il papa ha ricordato i cristiani perseguitati, tema purtroppo del giorno, a causa dell'attacco del 2 aprile a un collegio in Kenya, per il quale papa Francesco aveva espresso al mattino la propria condanna, stigmatizzando in particolare la «brutalità» della violenza.
Le sofferenze dei cristiani perseguitati avevano aperto anche le meditazioni della via Crucis, con il ricordo tra gli altri del ministro pakistano Bhatti assassinato nel 2011. Tra le invocazioni del rito, il no alla tortura e alla pena di morte, il ricordo delle vittime della violenza, in particolare i bimbi, le fragilità delle famiglie, con preghiere anche in vista del prossimo sinodo.

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