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MASSACRO 4 Aprile Apr 2015 2025 04 aprile 2015

Kenya, i sopravvissuti nascosti in un armadio o tra i cadaveri

Cynthia ha trascorso 48 ore sotto un mucchio di vestiti. Cheruiot si è cosparso di sangue per non farsi riconoscere.

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Kenya: studenti escono dall'università di Garissa dopo l'attacco (2 aprile 2015).

È stata ritrovata soltanto 48 ore dopo il massacro costato la vita a 148 studenti nel college di Garissa, in Kenya. Cynthia Charotich, 19 anni, cristiana, per tutto il tempo si è nascosta in un armadio, sotto un mucchio di vestiti, per sfuggire alla furia sanguinaria dei miliziani al Shabaab. Non è uscita nemmeno quando ha sentito le voci dei suoi compagni di classe che erano sopravvissuti alla strage. E alla fine i soccorritori hanno dovuto penare non poco per convincerla che volevano salvarla e che non erano terroristi pronti a ucciderla.
DISIDRATATA, MA STA BENE. La giovane è stata ritrovata poco prima delle 10 del mattino, ha rivelato l'Associated Press. «Come faccio a sapere che tu sei della polizia del Kenya?», ha chiesto intimorita a uno dei soccorritori che la esortava a venir fuori dal suo rifugio. Solo quando le forze di sicurezza hanno fatto arrivare uno dei suoi insegnanti, lei si è convinta a uscire fuori. «Stavo pregando il mio Dio», ha detto Cheroitich. La ragazza è apparsa provata e disidratata, ma in buona salute. Ha raccontato di essersi sfamata bevendo una lozione per il corpo. I soccorritori le hanno dato subito bibite e yogurt.
SANGUE SUL CORPO PER FINGERSI MORTO. Cynthia, fortunatamente, non è l'unica sopravvissuta. Anche Cheruiot Tiebafy è scampato alla morte, con un espediente. Il giovane, ha riportato Skynews, ha imbrattato i suoi vestiti col sangue dei suoi compagni morti e si è finto morto anche lui. Poi quel sangue Tiebafy l'ha anche bevuto, per sopravvivere, in quelle 13 ore in cui il campus è rimasto nelle mani dei miliziani. Per tutto quel tempo lui è rimasto a terra, fingendosi morto. Anche quando i terroristi hanno controllato che tra i cadaveri non ci fossero sopravvissuti lui non si è mosso. «Mi hanno girato intorno, mi hanno preso a calci» - ha raccontato il giovane - «ma sono vivo».
IMMOBILI PER ORE E ORE. Anche Helen Titus, 21 anni, si è finta morta. Ha raccontato all'Associated Press di essersi cosparsa il viso e i capelli del sangue dei suoi compagni e di essere rimasta immobile. E non si è più mossa, neanche quando i miliziani hanno intimato agli studenti nascosti nelle loro stanze di uscire, assicurando che non sarebbero stati uccisi. Ma così non è stato. «Ci siamo chiesti se uscire o meno», ha detto Titus. Molti studenti sono usciti e gli estremisti hanno sparato loro. Nina Kozel è stata svegliata dalle urla degli altri studenti e si è salvata come altri: alcuni sono riusciti a fuggire dal campus, altri si sono nascosti sotto i letti e negli armadi.

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