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INCHIESTA 5 Aprile Apr 2015 0800 05 aprile 2015

Cpl Concordia, Francesco Simone svela il sistema ai pm

Il manager della cooperativa collabora coi magistrati di Napoli. Agli atti le telefonate con Massimo D'Alema.

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La Cpl Concordia conta 1.800 addetti e 70 società controllate.

Il sistema della corruzione? Non è più quello della bustarella consegnata furtivamente al politico, all'amministratore o al funzionario corrotto: roba vecchia, da prima Repubblica.
Oggi chi vuole ottenere l'appalto affida una consulenza (quasi sempre fittizia) a un familiare o a un prestanome.
Oppure un subappalto a una ditta alla quale il corrotto è, più o meno direttamente, legato.
MAGISTRATI AL LAVORO. È il nuovo scenario disegnato dai magistrati della procura di Napoli e dai carabinieri del Noe che stanno indagando sugli appalti della Cpl Concordia, la coop i cui vertici sono finiti in carcere o ai domiciliari con accuse che vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione e turbativa d'asta.

L'ammissione di Simone nel carcere di Poggioreale

Francesco Simone, il manager della cooperativa Cpl Concordia incaricato di tenere i rapporti con politici e amministratori pubblici, ha ammesso davanti ai magistrati di Napoli l'esistenza di un «sistema corruttivo» e ha svelato il meccanismo che avrebbe consentito alla società di aggiudicarsi le gare per la metanizzazione dei Comuni.
Come raccontato il 5 aprile dal Corriere della Sera, l'nterrogatorio è avvenuto venerdì 3 nel carcere di Poggioreale dove Simone è rinchiuso da lunedì 30 marzo assieme ai responsabili della società e al sindaco di Ischia, Giuseppe Ferrandino.
CORRUZIONE E RICICLAGGIO. Tutti sono accusati di corruzione, turbativa d'asta, riciclaggio e false fatturazioni. Sospettati di aver «controllato» i bandi di assegnazioni grazie alle elargizioni illegali di soldi e utilità e di aver così ottenuto una posizione di dominio rispetto alla concorrenza.
La 'rete' di Simone è stata ricostruita grazie a intercettazioni e verifiche svolte dai carabinieri del Noe, coordinati dai sostituto procuratore Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto.
Il 4 aprile sono scattate le prime perquisizioni. E sotto inchiesta è finito l'ex senatore di Alleanza Nazionale ed ex sindaco di Procida, Luigi Muro.

Agli atti le telefonate con Massimo D'Alema

L'ex premier Massimo D'Alema.

Dalle carte è emerso che Simone sollecitava al telefono il responsabile commerciale della 'Cpl' Nicola Verrini a finanziare la fondazione di Massimo D'Alema e a trattare l'acquisto dei vini prodotti dall'azienda che fa capo all'ex presidente del Copasir e di 500 copie del suo libro Non solo euro.
Allegata agli atti dell'inchiesta c'è la telefonata del 3 luglio 2013 che il manager ha fatto all'esponente del Pd per invitarlo sull'isola. Si tratta di un'intercettazione ambientale fatta nell'ufficio di Simone: per questo è impossibile sentire le risposte di D'Alema.
«PRODUZIONE ECCELLENTE». Il manager dice: «Ho parlato del nostro incontro con Casari al sindaco di Ischia, che è un compagno di vecchia data ed è in collegamento con i 400 operatori alberghieri di Ischia. Siccome tu ci avevi accennato della tua produzione eccellente, lui sarebbe disponibile quando vorrai, se vorrai e riterrai, di fare una specie di riunione degli albergatori più importanti e presentare il frutto del sudore della fronte...».

Il sistema: consulenze e subappalti

Luigi Muro.

Ha dichiarato ancora Simone: «Lo strumento di 'penetrazione' da parte di Cpl delle pubbliche amministrazioni, stazioni appaltanti dei lavori e dei servizi cui la Cpl è interessata, è rappresentato dalle consulenze, dal subappalto ovvero dalle forniture in favore di soggetti legati ai pubblici ufficiali che gestiscono i medesimi appalti. Voglio dire che Cpl affida o una consulenza (più o meno fittizia) ovvero individua un subappaltatore o un fornitore segnalato dal soggetto pubblico che poi gli fa aggiudicare l'appalto o che gestisce le pratiche amministrative, tanto è avvenuto, secondo un protocollo ben consolidato».
IL ''FACILITATORE'' MURO. Per spiegare concretamente quali siano le modalità utilizzate dalla cooperativa modenese, Francesco Simone ha parlato dell'incarico ottenuto a Procida. E ha spiegato: «Lo stesso metodo e lo stesso protocollo è stato usato in relazione all'appalto che la Cpl si è recentemente aggiudicata per la metanizzazione di Procida. Il 'facilitatore' è stato l'ex senatore Muro, già sindaco di Procida è legatissimo all'attuale sindaco».
Il coinvolgimento di politici o funzionari prevede, secondo la versione fornita da Simone, una contropartita: «La Cpl ha utilizzato Muro per ingraziarsi l'amministrazione comunale e cioè per ottenere le autorizzazioni e gli atti che il Comune ha dovuto adottare. In tal caso l'utilità è stata destinata a Muro pagando a lui o a un suo prestanome una quota tra il 10 e il 20% del capitale della società che è stata costituita ad hoc dalla Cpl per tale opera, le cui quote sono possedute dalla stessa Cpl».

Società di scopo e finanziamenti

Simone sostiene che tutti i lavori sono stati ottenuti seguendo le stessa procedura. È scritto a verbale: «Quando la 'Cpl' partecipa a un appalto accade talvolta che si costituisca una società di scopo (a Ischia per esempio era la 'Ischia gas'). Ebbene al momento della costituzione il capitale e dunque le quote di tale società di scopo hanno un determinato valore - di regola basso - che ovviamente lievita in modo straordinario dopo l'aggiudicazione dell’appalto e soprattutto dopo l'erogazione del finanziamento pubblico. Voglio dire che se per esempio il 10% di tale società di scopo vale 100 euro prima del finanziamento, dopo il finanziamento il valore della stessa quota sarà di 100 mila euro».
LA RETE TRA MANAGER E POLITICI. Nel provvedimento i magistrati evidenziano come «Simone ha contribuito ulteriormente a descrivere e delineare il quadro e i connotati di quello che si può definire un vero e proprio 'sistema corruttivo' assolutamente generalizzato che ruota intorno e che ispira l'attività della cooperativa 'Cpl Concordia'».
Il giudice, ordinando gli arresti, a proposito di Simone ha parlato di «complessa rete di relazioni interpersonali con esponenti di rilievo del mondo imprenditoriale e politico che utilizza d'intesa con i vertici della predetta società, anche attraverso voto politico di scambio, turbando la libertà degli incanti e l'assegnazione di appalti attraverso un articolato sistema corruttivo alimentato da un circuito finanziario “opaco” localizzato in Tunisia che consente di disporre di somme di denaro 'in nero'».

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