Kenya Garissa Campus 150402160139
POLEMICA 5 Aprile Apr 2015 0800 05 aprile 2015

Kenya, accuse alla polizia per il ritardo del biltz

Media: «Gli agenti hanno agito sette ore dopo l'attacco Shabaab al campus». 

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Garissa (Kenya): soldati si riparano dietro a una camionetta dagli spari degli islamisti somali (2 aprile 2015).

Polemica in Kenya dopo l'assalto al college di Garissa in cui sono morte 147 persone. Il quotidiano kenyano Daily Nation riferisce che la polizia attese ben sette ore prima di inviare un'unità delle forze speciali al campus attaccato dagli estremisti islamici somali al Shabaab.
Il giornale scrive che le forze speciali impiegarono poi solo 30 minuti per uccidere i fondamentalisti e porre fine all'assalto.
Inoltre continua il dramma delle persone che non hanno più notizie dei loro cari che si trovavano all'interno del college al momento dell'attacco. Decine di studenti mancano ancora all'appello e il riconoscimento di alcune salme è praticamente impossibile.
FIGLIO DI UN POLITICO TRA I TERRORISTI. Intanto uno dei quattro jihadisti responsabili dell'attentato è stato identificato: si tratta del figlio di un dirigente governativo kenyano. È stato lo stesso padre, un alto funzionario nella contea di Mandera, a denunciare il ragazzo scomparso da casa nel 2014. Secondo quanto riferito il 5 aprile da Mwenda Njoka, portavoce del ministero dell'Interno, si tratta del 24enne Abdirahim Mohammed Abdullahi: «Il padre aveva avvisato della scomparsa del figlio da casa e stava aiutando la polizia a trovarlo quando l'attacco è avvenuto».
PAURA NELLE CHIESE. Dopo la minaccia del gruppo estremista di nuovi attacchi, i cristiani kenioti hanno celebrato la Pasqua con paura. Le chiese del Paese si sono dotate di guardie armate per proteggere i fedeli. «Siamo molto preoccupati per la sicurezza delle nostre chiese e dei nostri fedeli», ha dichiarato Willybard Lagho, prete cattolico a Mombasa e presidente del Coast Interfaith Council of Clerics. In Kenya l'83% dei 44 milioni di cittadini è cristiano. Le chiese di Mombasa, Nairobi e altre città hanno quindi assoldato poliziotti armati per tentare di garantire la sicurezza.
NAIROBI, CATTEDRALE PRESIDIATA. L'ingresso della cattedrale Holy Family Basilica di Nairobi (si trova tra il municipio e il parlamento) era presidiato da due ufficiali di polizia in uniforme, armati con fucili AK-47. Altri in borghese era dispiegati all'interno. Inoltre tre guardie private hanno controllato i fedeli all'arrivo con metal-detector, mentre un quarto verificava con uno specchio che sotto le auto non ci fossero bombe. La polizia del Paese ha fatto sapere che misure si sicurezza sono garantite a centri commerciali ed edifici pubblici nella capitale Nairobi e nelle città orientali.

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