Mullah Omar, la guida talebana
MESSAGGIO 6 Aprile Apr 2015 2126 06 aprile 2015

I talebani resistono all'Isis: «Il Mullah Omar è vivo»

Il movimento islamico afgano pubblica la biografia del leader. E richiama all'unità.

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Il mullah Mohammed Omar è considerato la guida spirituale dei talebani. Di lui si sa poco. Si dice che abbia combattuto con i mujahidin anti-sovietici e abbia perso l'occhio destro (che ora tiene bendato) a causa di un proiettile. Leggenda vuole che, dopo essere stato ferito, si sia ricucito da solo la palpebra. Da quando, nel 2001, è iniziata la guerra in Afghanistan, Omar si nasconde in località sconosciute. Il governo degli Stati Uniti ha promesso 25 milioni di dollari a chi può contribuire al suo arresto. È ricercato per aver protetto Osama bin Laden e al Qaeda.

Il Mullah Omar è vivo e lotta insieme a noi, non con l'Isis. Così si può riassumere l'iniziativa dei talebani afgani che, cercando di influire in qualche modo nella delicata transizione politica e militare in corso, hanno pubblicato a sorpresa una biografia del Mullah Omar che è stata interpretata dagli analisti come un invito all'unità e anche un monito contro chi fosse intenzionato a favorire le ambizioni dello Stato Islamico.
NEL NOME DEL MULLAH. Il documento, di 5mila parole, è scritto con uno stile semplice, aneddotico, con episodi biografici che mettono in risalto la volontà del 'capo' di unire i talebani, le sue capacità militari (abile nell'uso del lanciarazzi Rpg-7), lo sprezzo per la propria vita (perdita di un occhio nella resistenza ai sovietici), la semplicità e anche il buonumore. L'inattesa biografia è stata diffusa in coincidenza con il 19esimo anniversario (4 aprile 1996) della sua nomina a leader del movimento che fu al governo a Kabul fra il 1996 ed il 2001 e che è conosciuto come Emirato islamico dell'Afghanistan.
L'elogio della figura dell' 'Ameer-ul-Momineen' (Leader dei pii credenti), che nessuno vede in pubblico da molti anni, sembra avere il proposito di fugare le incertezze sulla sua esistenza in vita, discussa da comandanti di medio livello secondo i quali «potrebbe essere già morto da tempo». E invece il documento ribadisce la sua attività: «il suo vice, il Consiglio di comando, il sistema giudiziario, nove commissioni esecutive e tre altri organi amministrativi sono attivi sotto la sua guida».
DEFEZIONI VERSO L'ISIS. Sono passati alcuni mesi da quando il Movimento islamico dell'Uzbekistan (Imu), tradizionalmente fedele ai talebani afgani, ha aperto una prima breccia di incertezza, annunciando la decisione di unirsi allo Stato islamico del 'Califfo' Abu Bakr al Baghdadi. I media afgani hanno segnalato in varie province scontri fra talebani dell'Emirato e gruppi di militanti che ostentavano le bandiere nere, anche se nessuno ha dimostrato che l'Isis sia riuscito davvero ad organizzare un numero significativo di seguaci in Afghanistan.
BANDIERE NERE IN AFGHANISTAN. D'altro canto, mentre si incrociano affermazioni e smentite sulla apertura di un dialogo di pace con il governo di Kabul, l'Emirato islamico dell'Afghanistan con questa biografia sembra voler richiamare all'ordine. E chiudere anche ai possibilisti del dialogo con gli americani. Ogni volta infatti che sono state pubblicate notizie su presunti 'contatti segreti', il portavoce Zabihullah Mujahid ha ripetuto che l'unico organo talebano incaricato dal Mullah Omar dei contatti è l'ufficio politico in Qatar. E che la condizione per ogni dialogo è la partenza delle forze straniere, soprattutto Usa, dal territorio afghano.

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