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SALUTE 6 Aprile Apr 2015 1044 06 aprile 2015

Inghilterra, allarme epidemia per i batteri resistenti agli antibiotici

L'appello del governo di Londra: «In caso di epidemia si rischiano 80 mila morti».

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Un batterio.

L'Inghilterra lancia l'allarme. Ma anche l'Italia deve preoccuparsi. Nel Regno Unito è già emergenza per la diffusione di infezioni da batteri che sono resistenti agli antibiotici. E secondo quanto emerso, in caso di epidemia, le persone contagiate potrebbero essere 200 mila, e i morti 80 mila.
La previsione è stata fatta dal governo di Londra, che ha sottolineato la necessità di creare nuovi antibiotici, perché altrimenti operazioni di routine potrebbero diventare «procedure ad altissimo rischio».
L'ALLARME DI CAMERON. «Gran parte della medicina moderna», hanno sottolineato le autorità inglesi, «può diventare molto pericolosa a causa del rischio di infezione le stesse influenze diventerebbero più gravi senza trattamenti efficaci».
Un portavoce del dipartimento di Salute britannico ha detto che «il mondo non può permettersi di non prendere provvedimenti per affrontare l’allarmante aumento della resistenza agli antibiotici e altri farmaci antimicrobici cui stiamo assistendo in questo momento».
La cosa, poi, è stata presa seriamente anche dal primo ministro, David Cameron, secondo cui si tratta di una minaccia reale, che potrebbe riportare la medicina nel medioevo se non si prendono le giuste contromisure.

La maglia nera sull'uso degli antibiotici? Va all'Italia

Quello dei batteri resistenti agli antibiotici è ormai un problema mondiale e in Europa, secondo l'Ecdc, la 'maglia nera' spetta all'Italia.
Un rapporto del dicembre scorso ha 'bocciato' il nostro Paese nell'uso corretto degli antibiotici: l'Italia ha il non invidiabile primato di essere nella fascia con la più alta percentuale di resistenza praticamente per tutti i batteri. Per il batterio Klebsiella Pneumoniae, tipico delle infezioni ospedaliere, la cui resistenza ai carbapenemi, l'ultima 'trincea' contro le infezioni, è quasi raddoppiata in media in Europa passando dal 4,6 all'8,3%, mentre nel nostro Paese e' tra il 25 e il 50%. La resistenza alla terza generazione di cefalosporine, sempre per la Klebsiella, ci vede nella fascia peggiore, quella tra il 25 e il 50%. Stesso discorso vale per Escherichia Coli e Acinobacter, due dei batteri che causano più comunemente infezioni, mentre anche per lo Stafilococco Aureo resistente alla Meticillina (Mrsa), l'Italia vede percentuali da primato europeo, fra il 25% e il 50%'.
USO ECCESSIVO NELL'INDUSTRIA ALIMENTARE. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore del dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Milano, «c'è una riduzione dell'ingresso di nuovi antibiotici, non abbiamo una nuova classe di antibiotici da un po' di tempo. E quelli di cui disponiamo rischiano di essere armi spuntate a causa di un utilizzo a volte eccessivo dell'industria alimentare per gli allevamenti animali. Ma anche per un uso maldestro umano, per diversi motivi: dalla auto-prescrizione, al problema delle terapie mirate (a volte si utilizzano 'cannoni' quando servirebbe una 'pistola'), per arrivare al fatto che a volte, avvertiti da subito dei benefici, chi li assume non termina la terapia e il batterio sfrutta l'occasione per rialzare la testa».
Microrganismi particolarmente forti, contro cui gli antibiotici attualmente in uso possono poco, attecchiscono con particolare facilità in soggetti immunodepressi. Il loro contagio è diffuso soprattutto nelle unità di terapia intensiva, in soggetti che abbiano subito interventi chirurgici e soprattutto nei trapiantati, le cui difese immunitarie vengono abbassate per attenuare il rischio di rigetto dei nuovi organi. Ma sono sempre di più i casi di infezioni ospedaliere da 'super batteri' contratti anche nelle normali corsie di ospedale.
3 MILIONI SI AMMALANO IN OSPEDALE. Secondo i dati più recenti, complessivamente sono almeno tre milioni le persone che ogni anno si ammalano in ospedale in Europa e l'infezione più diffusa è quella da e.Coli. È per questo che i medici tendono a far restare i pazienti ricoverati nei nosocomi il meno possibile. Secondo lo studio britannico, il primo a fare una stima delle possibili vittime delle infezioni ospedaliere in Gran Bretagna, i batteri resistenti agli antibiotici potrebbero arrivare a infettare nel Paese circa duecentomila persone, determinando un'emergenza difficilissima da gestire se la ricerca farmaceutica non individuerà al più presto dei rimedi efficaci. E rischi possono arrivare anche dai semplici virus dell'influenza: colpa dell'abuso degli antibiotici che rende i microorganismi sempre più resistenti e duri da debellare.

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