Papa Francesco Pasqua 150405133814
APPELLO 6 Aprile Apr 2015 1254 06 aprile 2015

Persecuzioni dei cristiani, il papa: «Il mondo non sia inerte»

Il papa al Regina Coeli: «Uccisi e decapitati per la fede. La Comunità Internazionale non stia muta». Il Kenya risponde ai terroristi.

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Città del Vaticano: papa Francesco saluta i fedeli al termine del messaggio pasquale Urbi et Orbi (5 aprile 2015).

Da piazza San Pietro un nuovo appello di pace del papa il lunedì dell'Angelo, che chiede protezione per i «perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati per il solo fatto di essere cristiani».
«CRIMINI INACCETTABILI». «Auspico», ha detto Francesco dopo aver recitato il Regina Coeli davanti alla piazza affollata da turisti e fedeli», «che la Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine, che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari. Auspico veramente che la comunità internazionale non volga lo sguardo da un'altra parte».
«In questo bel clima pasquale saluto cordialmente», ha detto Bergoglio, «tutti voi, cari pellegrini venuti dall'Italia e da varie parti del mondo per partecipare a questo momento di preghiera. In particolare, sono lieto di accogliere la delegazione del Movimento Shalom, che è arrivata all'ultima tappa della staffetta solidale per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo».
«SONO I NOSTRI MARTIRI DI OGGI». «Il vostro itinerario sulle strade», ha aggiunto, «è finito, ma deve continuare da parte di tutti il cammino spirituale di preghiera, preghiera intensa, di partecipazione concreta e di aiuto tangibile in difesa e protezione dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati, per il solo fatto di essere cristiani. Loro sono i nostri martiri di oggi e sono tanti, possiamo dire che siano più numerosi che i primi secoli».

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