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ORRORE 6 Aprile Apr 2015 1558 06 aprile 2015

Siria, l'Isis contro i profughi: decapitati e in fuga

La tragedia del campo di Yarmuk. Dove lo Stato islamico e i qaedisti uccidono i palestinesi a pochi chilometri da Damasco. A Idlib rapiti e poi liberati 300 curdi.

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Un combattente qaedista in Siria: le bandiere nere sono il simbolo di al Nusra.

Hanno dovuto abbandonare la loro terra, hanno conosciuto le bombe di Bashar al Assad e ora anche le decapitazioni dello Stato Islamico. Strada per strada, casa per casa, senz'acqua e senza cibo: in queste drammatiche condizioni si combatte nel campo profughi palestinese di Yarmuk, alle porte di Damasco, che l'Isis e i qaedisti del Fronte al Nusra sono riusciti dopo cinque giorni a conquistare per oltre il 90% contro le fazioni ribelli laiche, e dove si consumano esecuzioni sommarie, rapimenti e dove è stata documentata la decapitazione di almeno due palestinesi che difendevano il campo. Secondo le informazioni delle ong, i terroristi hanno ucciso nove militanti palestinesi che difendevano il campo: due di loro sono stati decapitati.
L'Onu ha chiesto che sia garantito «l'accesso umanitario» al campo, «l'assistenza per interventi salva-vita» e il passaggio sicuro per l'evacuazione dei civili. La richiesta è arrivata dirtettamente dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e da Dina Kawar, ambasciatore della Giordania, Paese che ha attualmente la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza.
AVAMPOSTO PER DAMASCO. L'ex popoloso campo - in realtà una città vera e propria - è un avamposto per accedere alla capitale Damasco, che dista solo pochi chilometri, e per questa ragione si ha notizia di bombardamenti costanti da parte delle forze del regime siriano e l'Osservatorio denuncia anche il lancio su Yarmuk delle famigerate bombe «a barile».
Presa fra tre fuochi, allo stremo, senza l'essenziale per vivere, la residua popolazione del semidistrutto campo palestinese - già ridotta da 150 mila a 18 mila abitanti dopo due anni di assedio delle forze di Assad - sta cercando di fuggire come e quando può.
AL DI LÀ DEL DISUMANO. Una situazione che un funzionario dell'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati, Chris Gunness, ha descritto come «al di là del disumano»: «Questo significa che non c'è cibo, non c'è acqua e ci sono pochissimi farmaci».
300 CURDI RAPITI E POI LIBERATI. Intanto nel Nord della Siria, a Dana, vicino a Idlib, il fronte al Nusra, affiliazione siriana di al Qaeda, ha rapito e liberato dopo ore di angoscia 300 curdi, fra cui diversi bambini. Cinque pullman e un minibus pieni di lavoratori curdi e loro figli che da Afrin stavano viaggiando verso Aleppo per ricevere il loro salario. Sono stati fermati in un posto di blocco di miliziani, portati via e liberati nella serata del sei aprile. Il partito curdo siriano Pyd ha comunicato il rapimento e anche la liberazione, accusando i qaedisti del fronte al Nusra.
POSSIBILE ALLEANZA TRA ISIS E AL QAEDA. Gli ultimi, confusi sviluppi del fronte siriano del conflitto mediorientale fanno emergere indizi di un'alleanza, almeno tattica e forse localizzata, fra l'Isis e Al Qaeda, che finora apparivano concorrenti e su posizioni inconciliabili e che solo un anno fa si massacravano a vicenda. Diversi testimoni e ong hanno affermato che le due formazioni in questi giorni combattono fianco a fianco nelle strade di Yarmuk. Potrebbero aver unito le forze o essere in concorrenza contro il nemico comune, le formazioni palestinesi laiche e anche Hamas, che il 5 aprile a Gaza ha inscenato manifestazioni di piazza contro l'Isis e i qaedisti.

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