Turchia 150406135034
CENSURA 6 Aprile Apr 2015 1346 06 aprile 2015

Turchia: bloccati Twitter, Facebook e Youtube

Bloccati Twitter, Youtube e Facebook (riaperto dopo poche ore). Stretta per la pubblicazione delle foto del giudice rapito. Arrestato a Mestre un latitante vicino al Dhkp-C.

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Stretta della Turchia sui social network.

Bloccato il 6 aprile l'accesso in Turchia a Twitter, Facebook e YouTube, nella Turchia sempre più autoritaria di Recep Tayyip Erdogan. La decisione delle autorità è stata presa dopo che i social media avevano pubblicato le foto del magistrato, Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio martedì 31 marzo da due 'brigatisti' del Dhkp-C e poi ucciso nell'assalto delle teste di cuoio turche. Al Tribunale sarebbero giunte in proposito numerose denunce da parte di cittadini, è il motivo ufficiale.
Ad oggi, si tratta della misura più estesa mai adottata dalle autorità turche nei confronti dei social media.



Il social network di Mark Zuckerberg è stato riattivato dopo poche ore, mentre su Twitter e Youtube sarebbe rimasta la censura per numerose ore, perché, secondo quanto riportano i media, le due società si sarebbero rifiutate di togliere le foto dalla rete. Secondo l'agenzia Anadolu, in serata, verso le 21, la decisione di bloccare Twitter è stata revocata: anche il sito di microblogging ha risposto positivamente alla richiesta di ritirare le foto del procuratore.



PROTESTE DEGLI UTENTI. Dopo le lamentele degli utenti, il segretario generale dell'associazione dei provider turchi, Bulent Kent, aveva riferito a Hurriyet online che l'ente aveva ricevuto l'ordine scritto dal pubblico ministero di bloccare l'accesso ai siti.

BLOCCO PER 166 SITI WEB. Le autorità avevano ordinato di bloccare 166 siti web che avevano pubblicato le foto controverse del magistrato preso in ostaggio. Oltre ai social media, il documento contiene anche link specifici agli articoli pubblicati dai giornali turchi.
Per tutto il giorno è montata la protesta contro la decisione del governo di Ankara. La solidarietà ai turchi si diffusa con l'hashtag #TwitterisblockedinTurkey e ha invaso i social. Come scrive l'account @SpiritofGezi, «tre milioni di tweet sono stati postati su Twitter da quando c'è il blocco e sono destinati a crescere». In poche #TwitterisblockedinTurkey è diventato primo al mondo nelle tendenze.


CONSIGLI PER AGGIRARE IL BLOCCO. Durante la giornata sono stati anche diramati consigli per aggirare il blocco: cambiare server Dns', oppure usare 'Vpn' e 'Tor'. Abbreviazioni un po' criptiche del mondo Internet in soccorso agli utenti turchi per aggirare il blocco deciso dalle autorità. Il principale consiglio che girava su Twitter agli internauti turchi era di cambiare dalle impostazioni del pc il server Dns che permette di accedere a Internet. E usare le seguenti cifre, 8.8.8.8 (il 'Public DNS' di Google) come server primario. Oppure installare una Vpn (sigla per Virtual Private Network), cioè una rete di telecomunicazioni privata (ce ne sono molte anche gratuite); oppure ancora usare Tor (The Onion Router) un sistema di comunicazione anonima per Internet disponibile per molti sistemi operativi.



DIVIETO ANCHE A MARZO 2014. Nel 2014, le autorità di Ankara vietarono l'uso di Twitter e YouTube il 20 marzo e il 27 marzo, poco prima delle elezioni del 30. E qualcuno ha provato a confrontare l'attitudine del governo turco nei confronti della Rete con quella di altri governi non proprio democratici.

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