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INDAGINI 7 Aprile Apr 2015 1208 07 aprile 2015

Cpl Concordia, un testimone: «Nella rete anche ministri»

Un manager della cooperativa modenese: «Simone dialogava con politici e amministratori».

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Il pm napoletano Woodcock.

Spunta un nuovo testimone nell'inchiesta dei magistrati napoletani sulle presunte tangenti pagate dalla Cpl Concordia per aggiudicarsi appalti pubblici, ma pure per indirizzare nomine e «controllare» l’affidamento degli incarichi.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, un manager della cooperativa modenese, in un verbale allegato agli atti, avrebbe rivelato come nelle rete di Francesco Simone, il consulente «pentito» che ha iniziato a a collaborare dopo l'arresto, ci fossero «ministri, politici e amministratori pubblici».
«PRESENTAI IO SIMONE». Diego Solari, responsabile commerciale della Cpl, interrogato dai pubblici ministeri Henry John Woodcock e Celeste Carran, ha raccontato: «Sono stato io a presentare Francesco Simone al presidente Roberto Casari. Tra i due si è stabilito un rapporto strettissimo, dal quale io in qualche modo sono rimasto fuori. Lo presentai a Casari quando la Cpl voleva affermarsi in Tunisia, i due 'si innamorarono', poi Simone fece aprire alla Cpl un ufficio a Roma».
«DIALOGAVANO CON MINISTRI E POLITICI». E ancora: «Simone mi ha sistematicamente 'bypassato' e per questa ragione ho gettato la spugna. Posso dire che da quando è diventato consulente lo spettro dei rapporti istituzionali della Cpl si è molto allargato. Simone nasce come segretario di Bobo Craxi. La Cpl è una realtà commerciale molto radicata politicamente, soprattutto in un certo contesto. Rimasi molto sorpreso nel vedere che loro della Cpl dialogavano con ministri, politici e amministratori a tutti i livelli. Gli incarichi di consulenze non passano dal Consiglio di amministrazione, ma vengono conferiti direttamente dal presidente o dal vicepresidente.

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