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PERSONAGGIO 7 Aprile Apr 2015 1907 07 aprile 2015

Diaz, Cestaro: «Quel giorno vidi una mattanza»

L'autore del ricorso contro la polizia: «Fu un massacro, del risarcimento non mi importa nulla».

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Arnaldo Cestaro.

Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani sull'irruzione alla Diaz nel 2001 ha parlato Arnaldo Cestaro, autore del ricorso el ricorso che ha portato al pronunciamento contro l'Italia.
«Alla Diaz ho visto un massacro. Mi hanno rotto una gamba, un braccio e dieci costole. Io adesso ho 76 anni ma ho visto ragazzini che chiamavano mamma in inglese, tedesco e altre lingue: culturalmente siamo andati indietro», ha affermato l'uomo.
PICCHIATO E RISARCITO. Nella notte del 21 luglio 2001 Cestaro fu brutalmente picchiato dalle forze dell'ordine tanto da dover essere operato, e da subire ancora oggi ripercussioni per le percosse subite.
Nella sentenza di Strasburgo i giudici hanno stabilito un risarcimento per Cestaro di 45 mila euro.
Secondo l'avvocato Dario Rossi «è una sentenza importantissima che riconosce che l'Italia è inadempiente rispetto a una convenzione internazionale contro la tortura ma è stato anche accertato, come dice la Cassazione e la corte d'appello, che quello posto in essere quella notte costituisce tortura ad opera dello Stato attraverso la rappresentanza dei suoi funzionari».
«SERVE LEGGE ANTI-TORTURA». «Non mi importa dei soldi, serve una legge che parli di tortura», ha detto Cestaro.
Il 76enne ha ribadito che «vogliamo una legge che introduca il reato di tortura nel nostro Paese e che sia applicata subito, scritta nera su bianco, altrimenti non si risolve nulla: il più forte vince sempre e il più debole viene massacrato, come è successo a noi alla Diaz».
Di quel giorno del luglio di 14 anni fa ha ricordato che era a Genova e alla sera di essere andato alla Diaz per dormire.
«VIDI UNA MATTANZA». Poi alle undici e mezzo «un forte trambusto, stavano buttando giù i portoni della scuola. Ho pensato 'ecco, arrivano i black block' e invece era la polizia, la mia polizia, quella del mio stato democratico».
«Ho visto una mattanza incredibile, un orrore che non credevo di dover vedere mai», ha concluso amaro Cestaro.

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