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INTERATTIVITÀ 7 Aprile Apr 2015 1633 07 aprile 2015

Syrian Journey, videogioco online sui profughi siriani

Perdere tutto. Fuggire. Rischiare di affogare. Sono le opzioni del videogame Bbc. Che riproduce l'Odissea della guerra. Per i critici è disumano e di cattivo gusto.

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In Syrian Journey si può morire affogati.

Vendere la propria casa per un prezzo stracciato.
Decidere se dirigersi in Egitto o Turchia. Se arrivare in Europa via mare o aerea. Capire di chi sia il caso di fidarsi o meno durante il proprio viaggio dalla guerra alla salvezza.
Sono alcuni degli scenari riproposti da un nuovo gioco online della Bbc che simula la vita di un rifugiato siriano.
Si chiama Syrian Journey ed è una piattaforma interattiva ideata dal servizio d’informazione inglese per dare ai lettori un’idea più precisa del dramma umano che ha sconvolto le vite dei cittadini siriani dall’inizio della guerra civile nel Paese mel 2011.
RACCOLTA DI INTERVISTE. Oltre 300 mila morti dopo, i reporter Mamdouh Akbiek ed Eloise Dicker hanno raccolto le storie dei tanti rifugiati intervistati e hanno sviluppato un gioco multimediale.
L'obiettivo è che fosse il più realistico possibile, anche nell’esito delle scelte a disposizione dei giocatori che spesso finiscono nel peggio: così come nella realtà, basta scegliere di pagare la persona sbagliata per morire, e la Bbc non ha voluto nasconderlo.
MORIRAI IN MARE O FUCILATO? Ci sono tanti modi per morire a Syrian Journey: affogando perché nessuno ti viene a salvare in mezzo al mare, o per una fucilata dopo che si è stati venduti ai gruppi miliziani.
Il gioco-simulazione è stato accolto con pareri discordanti nel Regno Unito: Sun e Daily Mail hanno raccolto alcune proteste via social e le hanno usate per scagliarsi contro Syrian Journey, raccontando che sarebbero addirittura saltate alcune teste di spicco della Bbc dopo che il gioco è finito online.
«VIDEOGIOCO DI CATTIVO GUSTO». «La Bbc ha trasformato la sofferenza umana di milioni di persone in un gioco per bambini», hanno scritto i giornali inglesi.
Alcuni utenti Twitter si sono chiesti se si trattasse di un pesce d’aprile, ha riportato il Daily Mail, e hanno scritto indignati: «La Bbc ha un gioco interattivo sullo scappare dalla Siria, che cattivo gusto».

La Bbc: «È Un modo interattivo di fare informazione»

Uno dei pericoli del videogioco Syrian Journey è finire nelle mani dei trafficanti sbagliati.

Eppure l’esperienza multimediale è ancora online, ed è stata difesa non solo dai suoi stessi creatori, ma anche da altra parte della stampa britannica.
Non da ultimo l’autorevole quotidiano Guardian, i cui giornalisti si sono schierati a favore di quello che la stessa Bbc ha definito come «un nuovo modo di fare informazione a base interattiva», molto lontano dalla definizione di «gioco per bambini».
«NOTIZIE 'GIOCATE'». Intervistata dal Guardian, l’ex giornalista Bbc Janer Jones ha spiegato: «L’idea che in futuro le notizie saranno ‘giocate’ più che lette è ancora difficile da capire per molti», eppure i giochi informativi stanno già diventando un trend nel mondo dei media.
Alcune corporation europee dell’informazione, ha scritto il Guardian, stanno lavorando sulla sperimentazione di giochi informativi, e il notorio sito Buzzfeed ha già un team al lavoro sullo sviluppo di giochi a base di tematiche da prima pagina.
UNA FUNZIONE EDUCATIVA. «Giochi e videogiochi sono maturati molto nel corso degli ultimi anni», ha spiegato Tomas Rawlings di Auroch Digital, una compagnia con sede a Bristol specializzata in news games che ha prodotto una versione personale di gioco che esplora il conflitto siriano, Endgame Syria.
«I news games vengono usati nel settore della salute, dell’educazione, dell’insegnamento e nel training aziendale», ha aggiunto.
AIUTO O SEMPLIFICAZIONE? Il pregio di diffondere l’informazione attraverso dei giochi interattivi è che gli utenti coinvolti ricordano e comprendono meglio le situazioni descritte, nel caso siriano per esempio la Bbc ha voluto concentrarsi sul concetto di traffico di persone, e sulla disperata incertezza dei migranti riguardo all’immediato futuro.
Il rischio, però, è una semplificazione degli scenari di guerra. La riduzione del dramma umano di chi sta lasciando il proprio Paese per sopravvivere e invece incontra la morte a una serie di domande a risposta multipla illustrate.

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