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INDAGINI 8 Aprile Apr 2015 2122 08 aprile 2015

Lubitz, ipotesi diuretico nel caffè del pilota

Il giovane avrebbe cercato in Rete informazioni sui medicinali. Per rimanere da solo in cabina?

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Andreas Lubitz.

In Rete Andreas Lubitz aveva cercato anche informazioni su medicinali diuretici. Un elemento che è trapelato dalle indagini e dal quale, se confermato, si potrebbe evincere fino a che punto il copilota della Germanwings avesse pianificato il disastro costato la vita a 149 persone, oltre la sua. Anche la circostanza che il comandante gli abbia lasciato l'aereo per andare a fare pipì potrebbe infatti rientrare a questo punto nel piano del copilota, che aveva sofferto in passato di depressione e che tempo addietro aveva annunciato a un'ex fidanzata l'intenzione di un gesto «eclatante».
MANCANO CONFERME. La procura di Dusseldorf non ha confermato la notizia. Ma se le cose sono davvero andate come ha raccontato l'Express di Colonia, che ha citato fonti vicine alle indagini, il 27enne avrebbe cercato su internet non solo possibili modalità di suicidio e informazioni sul funzionamento delle porte del cokpit, ma anche notizie relative a medicinali dagli effetti diuretici. Gli sarebbero bastate due gocce, ha scritto il giornale online, versate magari nel caffè del comandante, per esser certo di un effetto a breve, che gli avrebbe consentito di guidare quell'aereo da solo.
CHIUSO IN CABINA. È infatti proprio durante l'assenza del collega più anziano, Patrick Sondeheimer, che Lubitz si è chiuso nella cabina di pilotaggio dall'interno per intraprendere quella fatale discesa di quota che avrebbe portato il velivolo allo scontro con una montagna delle Alpi francesi. Mentre dall'inchiesta vengono fuori ogni giorno dettagli inquietanti sui piani dell' 'Amokpilot', il pilota che ha commesso una strage premeditata nei dettagli, continua in Germania anche il dibattito su come migliorare la sicurezza del volo. Due settimane dopo la tragedia, che ha visto 72 vittime tedesche fra cui 16 ragazzi di ginnasio che rientravano da un progetto di scambio culturale in una scuola spagnola con le loro due insegnanti, è entrata in carica la task-force che mette insieme esperti governativi e di settore per stabilire come rafforzare le regole e impedire che casi del genere possano ripetersi.

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