Di Matteo
SCELTA 8 Aprile Apr 2015 1846 08 aprile 2015

Procura nazionale antimafia, il Csm boccia Di Matteo

Il plenum preferisce al pm siciliano tre colleghi meno noti. Tra loro Pontassuglia.

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Il pm Nino Di Matteo.

Il Csm ha bocciato la candidatura di Nino Di Matteo, pm del processo sulla trattativa Stato-mafia, al concorso per la copertura di tre posti alla Procura nazionale antimafia.
Con una decisione che promette di far discutere il plenum gli ha preferito tre colleghi meno noti, tra cui Eugenia Pontassuglia,pm del processo di Bari sulle escort che frequentavano le residenze di Silvio Berlusconi.
NOMINATI DEL GAUDIO E DOLCE. La decisione è stata presa a maggioranza.
Oltre a Pontassuglia, gli altri nuovi sostituti della procura guidata da Franco Roberti sono il sostituto procuratore napoletano Marco Del Gaudio, pm del processo all'ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini e il sostituto procuratore generlae di Catanzaro Salvatore Dolce, titolare di diverse inchieste sulle cosche calabresi.
A Di Matteo sono andati cinque voti, contro i 16 attribuiti agli tre magistrati scelti.
La nomina è stata ritenuta più funzionale alle esigenze della Procura, a cominciare da quella di poter contare su una 'squadra', come ha spiegato uno dei relatori della proposta, il togato di Area Valerio Fracassi.
SCONFITTA NON DEFINITIVA. Per Di Matteo, che intanto ha revocato la domanda per concorrere al posto di procuratore di Enna proprio perché il suo obiettivo resta quello di andare alla Dna, non si tratterebbe però di una sconfitta definitiva.
Il Csm si appresta ad assegnare altri due posti da sostituto sempre alla procura di via Giulia, come ha ricordato non a caso il vice presidente Giovanni Legnini.
E se dal primo concorso il pm siciliano è già tagliato fuori, per la semplice ragione che non ha presentato la domanda, sul secondo potrebbe avere ottime chanche.
Il decreto che ha attribuito alla Procura nazionale antimafia il coordinamento delle inchieste sul terrorismo prevede la nomina di due nuovi procuratori aggiunti e a cascata dovrebbero liberarsi altri due posti da sostituto. In quel caso la possibilità di Di Matteo di tagliare il traguardo diventerebbe una certezza.
Il voto del plenum resta comunque una ferita per il magistrato, a cui lo stesso Csm ha proposto il trasferimento ad altra sede per ragioni di sicurezza.
Un' offerta rifiutata da Di Matteo proprio per il suo interesse alla Procura nazionale antimafia.
SOLO CINQUE VOTI. La proposta di nominare lui, formulata dal togato di Autonomia e indipendenza, Aldo Morgigni, (che aveva chiesto inutilmente un rinvio in Commissione, anche alla luce di una lettera critica che un altro degli esclusi, il pm romano Giancarlo Capaldo, ha inviato al capo dello Stato) ha incassato soltanto cinque sì: oltre a quello ovvio del proponente, quelli del togato di Area Piergiorgio Morosini, (che è stato gip del processo sulla trattativa), del laico Antonio Leone (di area Nuovo centrodestra), del primo presidente della Cassazione,Giorgio Santacroce, e del pg della Suprema Corte, Pasquale Ciccolo.

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