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STRAGE 8 Aprile Apr 2015 2017 08 aprile 2015

Usa, attentato alla maratona di Boston: Tsarnaev è colpevole

Il 21enne ritenuto responsabile dell'attentato del 2013 in cui morirono tre persone.

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Dzhokhar Tsarnaev è uno dei presunti autori dell'attentato alla maratona di Boston del 15 aprile 2013 che provocò tre morti e 264 feriti.

Dzhokhar Tsarnaev è colpevole per l'attacco alla maratona di Boston.
È questo il verdetto raggiunto dalla giuria sull'attacco del 2013, che ha ucciso tre persone e ne ha ferite più di 260.
CONDANNA PREVISTA. Si tratta di una condanna prevista, viste le tante prove contro il 21enne di origine bosniaca.
Su Tsarnaev pesavano 30 capi d'accusa, di cui 17 prevedono la possibilità della pena di morte. Il giovane fu ripreso più volte mentre con il fratello Tamerlan, rimasto ucciso, piazzava ordigni esplosivi all'arrivo della maratona.
Il verdetto è stato raggiunto dopo due giorni di camera di consiglio della giuria.
Si tratta del principale processo per terrorismo negli Usa dai tempi della strage in Oklahoma del 1995.
RISCHIA PENA CAPITALE. Ora si attende una nuova fase del processo per decidere se dovrà essere sottoposto alla pena capitale o se trascorrerà il resto della sua vita in carcere.
Una condanna a morte che tornerebbe così in Massachussets dopo l'abolizione di oltre 30 anni fa.
La colpevolezza di Tsarnaev potrebbe sfociare nella condanna alla pena capitale perché è stata riconosciuta la colpevolezza per il reato federale di esplosione di ordigni di sterminio.
La strategia della difesa mirava semmai a dimostrare che Dzhokhar, che nel 2013 aveva 19 anni, fosse succube del fratello Tamerlan, di 26 anni, vera 'mente' dell'attentato.
GRANDE EMOTIVITÀ IN AULA. Il susseguirsi delle udienze è stato caratterizzato da momenti di alta emotività, soprattutto quando in aula sono arrivate le testimonianze che hanno descritto come morì il piccolo Martin Richard, di soli otto anni.
Il suo corpo fu dilaniato dallo scoppio della bomba.
Diversi giurati sono scoppiati in lacrime durante la deposizione, mentre i genitori ascoltavano pietrificati, in silenzio.
L'accusa ha sostenuto che è stato «un atto di terrorismo calcolato, a sangue freddo. Un atto intenzionale. Era assetato di sangue, voleva stabilire un punto. Voleva dire all'America 'noi ora vi terrorizzeremo'».

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