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SENTENZA 8 Aprile Apr 2015 1642 08 aprile 2015

Ustica, la Corte d'Appello: «Dc-9 fu abbattuto da un missile»

I giudici della prima sezione civile di Palermo: «Fu lanciato da un aereo che intersecò il volo Itavia».

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La carcassa del DC-9 Itavia.

Secondo la sentenza della prima sezione civile della Corte d'Appello di Palermo, quanto avvenne nei cieli del basso Tirreno in occasione della strage di Ustica è da addebitarsi a un missile lanciato contro il Dc-9 da un altro aereo che intersecò la rotta del volo Itavia. Sono, dunque, da escludersi le ipotesi alternative della bomba collocata a bordo o del cedimento strutturale.
MINISTERI DEVONO RISARCIRE. In base alla sentenza dunque i ministeri della difesa e dei trasporti sono chiamati a risarcire, per una cifra che dovrà essere quantificata, i familiari di 17 delle 81 vittime del disastro del 27 giugno 1980.
La Corte palermitana ha infatti rigettato gli appelli che l'Avvocatura dello Stato aveva promosso contro quattro sentenze emesse nel 2011 dal tribunale del capoluogo siciliano in merito alla vicenda del disastro del Dc-9 Itavia. A ricorrere al rito civile, citando i ministeri dei Trasporti e della Difesa, erano stati 68 familiari delle vittime assistiti dagli avvocati Daniele Osnato e Alfredo Galasso, che in primo grado si erano visti riconoscere un danno pari a oltre 100 milioni di euro.
CONFERMATA LA CENTRALITÀ DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO. Nella sentenza i giudici d'appello sono tornati a confermare la centralità della sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore che nel 1999, al termine di una lunga istruttoria, analizzando i tracciati radar di Ciampino e basandosi sul parere di diversi esperti, concluse che il Dc-9 era stato abbattuto nel corso di una battaglia aerea e che la sua rotta era stata disturbata da velivoli militari di diversi Paesi tuttora da identificare.
I giudici di secondo grado hanno evidenziato che la circolazione di altri aerei lungo la stessa aerovia del Dc-9 «costituiva un fatto colposo imputabile ai ministeri, perché le amministrazioni convenute avrebbero dovuto garantire l'assenza di ostacoli o pericoli per la circolazione aerea lungo la rotta assegnata e, comunque, adottare misure idonee a prevenire l'incidente (ad esempio non autorizzando il decollo del Dc-9 o il volo sulla solita rotta, o assegnando altra rotta per il volo di quel giorno)».

«VICENDA GIUDIZIARIA CHIUSA». La sentenza contiene anche alcune considerazioni sull'autonomia fra il giudizio civile e quello penale, chiuso nel 2007 con l'assoluzione definitiva dei generali dell'Aeronautica che erano finiti sotto processo all'indomani della conclusione dell'istruttoria Priore, ritenendo che «l'accertamento di responsabilità da parte del giudice civile deve attuarsi secondo gli standard di certezza probatoria propri del processo civile, fondati sulla regola del 'più probabile che non'».
«Con queste tre sentenze», ha commentato l'avvocato Daniele Osnato, «la corte di Appello di Palermo ha definitivamente chiuso, in punto di fatto, la vicenda giudiziaria identificando, al di sopra di ogni dubbio, che il Dc-9 sia stato abbattuto da un missile. Ogni contraria ipotesi è stata vagliata ed esclusa, compresa quella della bomba. Con buona pace di chi, ancora a distanza di 35 anni dal tragico evento, prosegue con informazioni deviate ed ipotesi del tutto prive di fondatezza».
IL DANNO DA RISARCIRE RINVIATO A UDIENZA IL 7 OTTOBRE 2015. La corte d'Appello palermitana ha rinviato a un'udienza, fissata per il 7 ottobre 2015 per l'esatta quantificazione del danno. «È la conferma che leggendo bene non si può non scrivere, come già hanno fatto due sentenze delle Cassazione, che i ministeri sono responsabili. E che dopo la sentenza-ordinanza del giudice Priore, che ha accertato definitivamente le cause, ogni richiesta in sede civile non può che terminare, ragionevolmente, in questo modo», ha commentato Daria Bonfietti, presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di Ustica.
Il capogruppo Pd nella commissione Giustizia, Walter Verini, ha detto che la sentenza «rafforza la nostra incredulità di fronte alla decisione dell'avvocatura dello Stato di opporsi alla richiesta di risarcimenti di alcune vittime della strage di Ustica. Una iniziativa sulla quale il gruppo del Pd attende ancora i necessari chiarimenti». E mentre Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea plaude alla sentenza, la quale - a suo parere - «conferma che si trattò di un atto di guerra contro civili inermi», di diverso avviso si è dichiarato il senatore Carlo Giovanardi (Ap): la teoria della battaglia aerea e del missile per la strage di Ustica - ha detto - «ci rende ridicoli nel mondo».

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