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MOSSE MILITARI 8 Aprile Apr 2015 1717 08 aprile 2015

Yemen, sale la tensione tra Iran e Arabia Saudita

Teheran invia due navi militari al largo di Aden. Riad: «Forniscono jet agli Houthi».

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Una nave militare iraniana.

Sale la tensione tra Iran e Arabia Saudita.
Al centro della disputa le acque dello Yemen travolto dalla guerra civile.
Teheran ha infatti inviato almeno due unità da guerra nel Golfo di Aden, dove già si trovano le navi di Arabia Saudita ed Egitto.
MISSIONE «DI SICUREZZA». L'Iran ha dato il via al dispiegamento della 34esima flotta davanti alle coste dello Yemen anche nello stretto di Bab al-Mandab.
Ad annunciarlo il comandante della marina iraniana, Habibollah Sayyari, citato da Press Tv.
La flotta è in missione «per garantire la sicurezza delle navi e degli interessi della Repubblica islamica» e anche in funzione di «anti-pirateria».
A partire alla volta di Aden sono stati il destroyer Alborz e il mezzo logistico Busheur.
Si tratta di in un evidente gesto di sfida nei confronti dell’Arabia Saudita che, assieme a dieci alleati arabi, ha imposto il blocco navale ed aereo sullo Yemen dall’inizio dell’intervento di metà marzo.
SAUDITI: «TEHERAN FORNISCE JET A HOUTHI». Poche ore prima dell’annuncio di Teheran, il generale saudita Ahmed Asiri, aveva affermato che Teheran avrebbe fornito agli houthi sostegno aereo: «Per una milizia tribale non c’è modo di avere dei jet, ma gli houthi ce l’hanno» ha detto il generale di Riad.
Nonostante le accuse di appoggiare i ribelli sciiti venuti dal Nord, Teheran ha sempre negato di aver svolto un ruolo nella loro rapida conquista della capitale Sanaa e di ampie zone del Paese.
IRAN CHIEDE STOP AGLI ATTACCHI. Ma Teheran non ha insistito solo sul versante militare.
L'Iran ha infatti chiesto uno stop immediato degli attacchi della coalizione sullo Yemen, e l'inizio immediato di colloqui che possano risolvere la questione in una sede neutrale.
A chiederlo il vice ministro degli esteri iraniano Morteza Sarmadi, in visita a Beirut.
Secondo Sarmadi, citato dall'Irna, tutti i gruppi politici interni allo Yemen dovrebbero incontrarsi in un luogo neutrale e discutere come formare un governo con una base il più ampia possibile.
SCONTRI AD ADEN. Intanto intensi scontri sono proseguiti nel centro di Aden tra miliziani sciiti e loro rivali sudisti.
Fonti locali hanno precisato che i combattimenti si concentrano alla zona detta 'Cratere'.
A inizio parile i miliziani sciiti erano già arrivati al centro di Aden, ma erano stati poi respinti dai miliziani sostenuti dall'Arabia Saudita.
OLTRE 560 MORTI. Dall'inizio della offensiva dei ribelli sciiti, l'Oms contava l'8 aprile 560 morti e 1800 feriti, fra i quali circa 300, compresi una settantina di bambini, vittime della campagna aerea guidata da Riad.
Si tratta di un quadro tragicamente caotico, in cui il ramo yemenita di al Qaeda approfitta per guadagnare terreno, e di fronte al quale si intensificano gli sforzi per una via d'uscita diplomatica.
Ci sta provando la Giordania, che ha fatto circolare tra i membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu una bozza di risoluzione per fermare l'escalation e fornire aiuti umanitari alla popolazione, condannando al tempo stesso l'aggressione Huthi.

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