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SCONTRO 9 Aprile Apr 2015 1030 09 aprile 2015

Nucleare Iran, Rohani: «Niente accordo senza revoca delle sanzioni»

Il presidente iraniano alza il tiro. Khamenei: «Intesa non vincolante».

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Il presidente dell'Iran, Hassan Rohani.

L'accordo sul programma nucleare iraniano c'è, ma Teheran non vuole firmarlo prima di avere rassicurazioni sulle sanzioni economiche.
A fissare la nuova condizione per l'ok definitivo all'intesa, è stato lo stesso presidente iraniano Hassan Rohani, che alla cerimonia per la Giornata della tecnologia nucleare ha avvertito come il suo Paese non vuole firmare l'accordo a meno che «tutte le sanzioni economiche non siano revocate immediatamente».
ROHANI RILANCIA. Citato dall'Irna, l'agenzia di stampa iraniana, Rohani ha precisato che le sanzioni devono essere cancellate sin dal primo giorno dell'applicazione dell'accordo.
L'Iran, infatti, ha sempre sostenuto questa tesi, per voce del ministro degli esteri Javad Zarif e della sua squadra di negoziatori, in vista della firma dell'accordo finale prevista entro il 30 giugno.
TENSIONE NEI NEGOZIATI. Nella scheda diffusa dagli Usa dopo l'intesa di Losanna si parla invece di «sospensione» delle sanzioni europee e statunitensi solo quando l'Aiea avrà compiuto i passi concordati e di possibile ripristino nel caso di inadempienza.
Sulla stesse linea si sono espressi sia il presidente Usa Barack Obama, che ha parlato di rimozione graduale e condizionata, che il presidente francese François Holland.
Nella dichiarazione congiunta del 2 aprile a Losanna si parla di «fine» delle sanzioni Usa e Ue «contemporaneamente alla applicazione da parte dell'Iran, verificata dall'Aiea, degli impegni presi» da Teheran.
KHAMENEI: «INTESA NON VINCOLANTE». Per la Guida suprema dell'Iran Ali Khamenei l'intesa raggiunta a Losanna «non è vincolante». Per tali ragioni Khamenei sostiene di non essere «né a favore né contro» l'accordo. Il leader, che non si era ancora espresso, aggiunge che quanto definito finora non garantisce nulla sugli esiti del negoziato.
«Tutte le sanzioni dovrebbero essere rimosse non appena viene raggiunto l'accordo. Se la rimozione delle sanzioni dipende da un altro processo, perchè hanno cominciato a negoziare?», ha aggiunto Khamenei.
PRIMA GLI IMPEGNI. Che le sanzioni avrebbero potuto ostacolare la firma dell'accordo, in realtà, era nell'aria. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, aveva spiegato in precedenza come la delicata questione del calendario del ritiro delle sanzioni all'Iran «non è ancora assolutamente risolta».
Gli iraniani «vogliono che siano tolte tutte e subito», aveva detto il francese. Che poi aveva argomentato: «Noi diciamo loro: bisogna togliere le sanzioni via via che voi rispetterete gli impegni e se non li rispettate, ovviamente si tornerebbe alla situazione precedente».
ACCUSE ALLE POTENZE NUCLEARI. Le prime tensioni, inoltre, si erano già avute nella serata di mercoledì 8 aprile, l'Iran aveva accusato le cinque potenze nucleari di aver fallito nell'adozione di azioni concrete per eliminare i loro arsenali e aveva chiesto negoziati su una convenzione per realizzare il disarmo entro una data certa.
L'ATTACCO DELL'IRAN. Il vice ambasciatore all'Onu iraniano Gholam Hossein Dehghani aveva detto alla commissione Disarmo delle Nazioni unite che un trattato «globale, vincolante, irreversibile e verificabile» sarebbe il modo più efficace e pratico per eliminare le armi nucleari. Aveva quindi accusato Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia di promettere un disarmo nucleare senza fare, però, progressi significativi.
NO AL TETTO SUGLI ARSENALI. Dehghani aveva ha aggiunto che, come Stato non dotato di armi nucleari e membro del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), l'Iran crede che sia il momento di porre fine all'approccio incrementale sul disarmo e di avviare negoziati con tutti gli Stati dotati o non dotti di armi nucleari su una convenzione che fissi un termine per liberare il mondo dagli arsenali atomici.

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