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BUFERA 9 Aprile Apr 2015 1430 09 aprile 2015

Spari a Milano, polemica sulla sicurezza

Renzi: «Falle evidenti nel sistema». Mattarella: «Occorre fare piena luce». E Maroni: «Sconvolgente che si entri armati».

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Milano: un'ambulanza all'esterno del tribunale dopo la sparatoria (9 aprile 2015).

A Milano è scoppiata la polemica sui livelli di sicurezza al Palazzo di Giustizia. Dopo la sparatoria nella mattinata del 9 aprile gli inquirenti al lavoro sul caso cercano di capire come abbia fatto il killer Claudio Giardiello a entrare in tribunale armato.
Le accuse si sono incentrate sul'operatività dei metal detector mentre la politica si è interrogata sulle falle del sistema di ingresso.
RENZI: «FARE MASSIMA CHIAREZZA». «Abbiamo dato un mandato molto forte a fare massima chiarezza sulle falle evidenti del sistema di sicurezza, perché è impensabile e impossibile che si sia potuto introdurre un'arma in un tribunale», ha detto il premier Matteo Renzi. «Non è la prima volta che accade ma deve essere l'ultima. Voglio esprimere il senso del dolore profondo che a nome del governo e mio voglio rivolgere alle famiglie delle vittime di Milano, alla città di Milano». Il governo «è pronto a riferire in Aula», ha aggiunto Renzi.
MATTARELLA: «RESPINGERE DISCREDITO VERSO I MAGISTRATI». Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha auspicato che sia fatta piena luce sulla dinamica dei fatti. «Spetterà poi ai vertici degli uffici giudiziari di Milano e al ministro della Giustizia prendere i dovuti provvedimenti perché simili fatti non si ripetano». ha aggiunto il presidente della Repubblica. «Ai servitori dello Stato va assicurato il massimo possibile di sicurezza». E ancora: «I magistrati sono sempre in prima linea e ciò li rende particolarmente esposti: anche per questo va respinta con chiarezza ogni forma di discredito nei loro confronti»
GRATITUDINE ALLE FORZE DELL'ORDINE. Il premier ha poi espresso «gratitudine alle forze dell'ordine che hanno dato vita a un inseguimento, un atto di grandissimo eroismo, in particolare i carabinieri che hanno bloccato, riconosciuto e disarmato il killer».
GIALLO SUI METAL DETECTOR. Secondo una prima ricostruzione pare che l'uomo possa essere passato assieme al suo legale dalla parte d'ingresso riservata agli avvocati e in cui non ci sono controlli elettronici.
Ma è giallo sui metal detector. Per alcuni uno degli accessi controllati di Palazzo di Giustizia era rotto. A riferirlo una persona che si era recata in tribunale per lavoro. Secondo questa persona si tratterebbe dell'ingresso laterale di via Carlo Freguglia.
Ma fonti ben informate hanno chiarito che tutti i passaggi magnetici erano funzionanti e revisionati a inizio aprile.
MARONI: «FATTO SCONVOLGENTE». Dopo la strage al tribunale sono subito arrivate le reazioni del mondo politico.
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha subito sospeso il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico che stava presiedendo in prefettura.
Il governatore della Lombardia Roberto Maroni che era presente al vertice ha definito «sconvolgente» il fatto accaduto: «È inconcepibile che uno possa entrare in tribunale con un’arma, che una persona qualunque riesca ad entrare con una pistola».
L'ex ministro si è però detto «tranquillo» in vista dell'Expo perché il fatto riguarda «una lacuna nei controlli del tribunale che va subito colmata».

Il ministro Orlando: «Errori gravi da chiarire»

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in arrivo a Milano, ha commentato così: «Non ci sono mai arrivate segnalazioni su un deficit nelle strutture di sicurezza. Bisogna capire se ci sono state delle falle. Il sistema ha visto compiersi un insieme di errori gravi che le indagini dovranno chiarire».
Critico anche il ministro dell'Interno Alfano: «Quello che è successo a Milano è qualcosa di gravissimo e inaccettabile, che non doveva succedere», ha affermato.
CANZIO: «FALLA EVIDENTE». Non ha dubbi il presidente della Corte d'Appello di Milano Giovanni Canzio: «I sistemi di sicurezza per l'accesso agli uffici di palazzo di Giustizia, che hanno sempre garantito il sereno svolgimento delle attività giudiziarie nel corso dei passati decenni, hanno tuttavia palesato, oggi, una evidente falla nel loro funzionamento».
POLEMICA DI SALVINI. Polemico il leader leghista Matteo Salvini: «Il primo pensiero è per le famiglie delle vittime del tribunale, il secondo è che sono preoccupatissimo: se questo è il livello di sicurezza nella Milano di Expo immagino cosa possano pensare di fare dei potenziali terroristi; come sentirsi sicuri se questa è la sicurezza di cui parla Alfano?».
CANTONE: «DOVREBBE ESSERE IMPOSSIBILE». Particolarmente scosso il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffele Cantone: «Non so nulla ma certo dovrebbe essere impossibile entrare in un tribunale e sparare. Ho saputo dell'uccisione di un collega, una cosa che mi sconvolge».
LEGNINI: «PRESTO INIZIATIVE DEL CSM». Intanto il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini ha annunciato di «essere in contatto con il presidente della Repubblica, con i capi degli Uffici giudiziari di Milano e con i consiglieri con i quali tra poco ci riuniremo per decidere sulle iniziative che l'organo di governo autonomo della magistratura intraprenderà fin dalle prossime ore».
Le iniziative annunciate sono «in segno di solidarietà alla magistratura milanese ed italiana e per porre con forza l'esigenza di maggiore sicurezza degli uffici giudiziari e di tutti gli operatori del sistema giustizia», ha aggiunto Legnini.
ANM: «SUBITO MISURE PER LA SICUREZZA». I fatti di Milano «ripropongono drammaticamente il problema della sicurezza all'interno dei luoghi in cui quotidianamente si lavora per l'affermazione della legalità» e l'Anm «chiede con forza che si provveda all'adozione di misure urgenti». A sottolineare la posizione una nota del sindacato delle toghe.

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