APPROFONDIMENTO 9 Aprile Apr 2015 1433 09 aprile 2015

Strage al tribunale, per entrare basta un tesserino

Per Bruti Liberati il killer del Palazzo di Giustizia è entrato con un tesserino falso. Lo sfogo degli avvocati: «Nessuno perde tempo coi controlli». Foto e video.

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Milano: la facciata del tribunale.

Entrare in tribunale con una pistola non è impossibile. E nemmeno particolarmente difficile: basta un tesserino, non importa che sia autentico.
È così che avrebbe fatto Claudio Giardiello, secondo quanto rivelato dal procuratore capo di Milano Edmondo Bruto Liberati, confermando un'ipotesi che era cominciata a circolare subito dopo la strage al Palazzo di Giustizia di Milano, in cui il 9 aprile sono state uccise tre persone.
Fuori dal tribunale, tra avvocati, ufficiali giudiziari e impiegati, quella tecnica sembrava tanto il segreto di Pulcinella.
ALL'INGRESSO GUARDIE PRIVATE. Nessuno di loro si chiedeva come Giardiello avesse potuto superare i metal detector. «Se mostri un tesserino, un qualsiasi tesserino, ti fanno entrare».
Il servizio di sicurezza, all'ingresso dell'edificio, è affidato a una cooperativa privata.
I carabinieri e i poliziotti si trovano all'interno e agli altri piani. Magistrati e avvocati hanno accesso libero, non devono sottostare ai controlli, dimostrano di essere iscritti all'ordine e vanno.
Le guardie si accontentano di vedere la foto, di verificare che corrisponda al volto di chi entra, non osservano troppo a lungo il tesserino: un rettangolo di plastica con una foto e i dati anagrafici del titolare.

FACILMENTE FALSIFICABILE. «Il colore cambia a seconda dell'ordine a cui si è iscritti», hanno spiegato alcuni avvocati a Lettera43.it, «è piuttosto facile farsene uno a casa».
C'è chi racconta di essere riuscito a entrare con il cartellino dell'università: «Mi ero dimenticato quello dell'ordine, ho rimediato facilmente». Anche un praticante ha confermato la stessa versione: «Io ho un libretto, non un tesserino, la foto è all'interno. Qui a Milano me lo fanno aprire, in altri tribunali mi è bastato mostrarlo chiuso».
Fuori dal Palazzo di Giustizia erano presenti anche tanti impiegati appena evacuati: «Se ci controllano? Ormai ci conoscono, ci lasciano passare. Alla trentesima volta che mi chiedi il tesserino mi scoccio anche io».
L'INGRESSO DI VIA MANARA SENZA METAL DETECTOR. Insomma, con un pezzo di plastica colorata che porti la propria foto, si entra saltando i controlli. Per evitare il rischio di imbattersi in una guardia particolarmente scrupolosa, Giardiello potrebbe aver scelto l'ingresso di via Manara. Fino a un anno prima circa era dotato di metal detector, poi il dispositivo è stato tolto. Quell'entrata, riservata alle persone autorizzate, è affidata semplicemente a un vigilante, a cui spetta il controllo dei documenti. «Se è entrato in moto, magari col casco, avrà avuto gioco facile», commentava qualcuno poco dopo la sparatoria.

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