RESPONSABILITÀ 9 Aprile Apr 2015 1507 09 aprile 2015

Tribunale: il ruolo di All System e Securpolice

Milano, un uomo spara al Palazzo di Giustizia: 3 morti. Aveva un tesserino falso. Dovevano sorvegliare due società private: All System e Securpolice. Foto.

  • ...

Felicia Russo, che al tribunale di Milano lavora, continua a ripetere due parole: «Siamo sconcertati».
Raggiunta al telefono dopo aver passato una mattina nel suo ufficio, mentre Claudio Giardiello sparava e uccideva tre persone, la responsabile Giustizia della Funzione pubblica della Cgil non riesce a darsi pace (foto).
«COM'È POSSIBILE?». «Da domani vogliamo porre la questione ai responsabili sicurezza della corte di Appello e della procura e vedremo quali iniziative prendere: all'ingresso ci sono le guardie giurate», ripete, «come è possibile?».
È possibile se il killer si fosse davvero presentato all'ingresso con un tesserino falso, come ha ipotizzato il capo della procura milanese Edmondo Bruti Liberati, e non fosse stato sottoposto a controlli.
Ma se lo si chiede al maresciallo Contini, responsabile delle guardie presso il palazzo di giustizia, risponde trafelato che sta già riferendo i fatti a polizia e carabinieri e che le domande possono essere rivolte alla sua società.
ALLSYSTEM E SECURPOLICE. Il suo datore di lavoro è la Allsystem Spa, una delle due società, secondo quanto dichiarato dal segretario nazionale Ugl sicurezza civile Enrico Doddi, che gestiscono la sorveglianza esterna del palazzo di giustizia e che è anche la capogruppo della rete temporanea di imprese che si occuperanno della vigilanza di Expo. L'altra è la Securpolice un «istituto di vigilanza privata, agenzia investigativa, provider di servizi di portierato, consulente per la sicurezza informatica e altro ancora», come è scritto sul sito della società.
SEI VARCHI SU SETTE. Citata come responsabile della sicurezza del tribunale di Milano, la Allsystem ha emesso un comunicato per spiegare che «per quanto si è potuto constatare fino a questo momento attraverso lo sviluppo delle immagini degli accessi che è ancora in corso, la persona imputata dei fatti ha avuto accesso dal varco di Via Manara (varco “Manara”), ingresso riservato ai soli avvocati e magistrati, che non è presidiato e in carico alla Allsystem, ma di responsabilità di altra società». Quindi la Securpolice, che per ora non ha commentato.

Le guardie giurate della Allsystem controllano sei varchi su sette

Il logo della società di sorveglianza che si occupa del servizio di sicurezza esterno del tribunale di Milano.

La Allsytem è un'azienda privata di sorveglianza fondata nel 1988, una «delle più grosse del settore», dicono dall'Assiv, l'associazione italiana vigilanza e servizi fiduciari a cui la Allsystem è affiliata.
INGRESSI PRESIDIATI DA METAL DETECTOR. È operativa soprattutto nel Nord-Ovest e conta otto centrali operative, dodici filiali commerciali e un organico di 2.300 dipendenti. I servizi presentati sul suo sito comprendono la vigilanza, il trasporto valori, la vendita, il noleggio e il monitoraggio di sistemi integrati di sorveglianza.
Alla sede milanese, in via delle Forze Armate, però, nessuno è disponibile a parlare: «Riunioni in corso», dicono al centralino. Secondo il sindacalista dell'Ugl Doddi, la Allsystem si occupa dei «controlli affidati a guardie giurate, cioè a personale armato, che opera negli ingressi presidiati con metal detector».
Nel comunicato della società è spiegato che «dei 7 varchi complessivi di accesso al Tribunale, Allsystem ne presidia 6». Tutti, dunque, tranne quello di via Manara.

La Securpolice: vigilanza con personale non armato

Un'immagine dal sito della società Securpolice.

A guardare il suo sito, la Securpolice offre un'ampia gamma di servizi: dalla sorveglianza - pattugliamento, presidio armato, sicurezza satellitare e monitoraggio delle armi - alle investigazioni private, fino alle indagini di mercato, alla brand reputation e alle bonifiche ambientali. E ancora servizi di sicurezza informatica, professional driver, gestione eventi, reception, portierato, gestione infrastrutture e parcheggi.
IL RICORSO DELL'ASSIV CONTRO LA GARA. Al tribunale di Milano, ha spiegato Doddi, Securpolice lavora «con personale non armato, che svolge vigilanza all'ingresso non presidiato da metal detector. Una scelta, quella di impiegare personale non armato, che è stata fatta, non solo a Milano, dai comuni che hanno appaltato il servizio e che in questo modo hanno potuto contenere le spese, fare spending review».
Maria Cristina Urbano, la vice presidente dell'Assiv a cui la All System è affiliata, ricorda che ai tempi dell'appalto per la sorveglianza esterna del tribunale di Milano (nel 2011, ndr) ci fu una «querelle» proprio su questo punto: l'Assiv fece ricorso contro il bando di gara perché si prevedevano anche servizi di «portierato» svolti da personale non armato. «Noi», spiega, «pensavamo che dovessero essere tutte guardie private giurate».

Le procedure decise da chi appalta il servizio

Milano: agenti della polizia davanti al tribunale. (9 aprile 2015)

Nel settore della vigilanza privata, prosegue la numero due dell'Assiv, «le procedure dei controlli, gli strumenti usati, se vengono fatte perquisizioni a campione o se vengono controllati tutti, dipendono sempre dalla stazione appaltante».
Mentre il servizio di sicurezza interno dei palazzi di giustizia è affidato normalmente ai carabinieri ed è disposto sulla base di provvedimenti che competono al procuratore generale presso la corte d'Appello, il servizio di vigilanza esterno è infatti di competenza dei Comuni, spesso proprietari degli immobili, che lo dispongono d'intesa con le prefetture. E possono appunto anche appaltarlo a privati.
NESSUNA NORMA GENERALE. «Per altri servizi come porti, aeroporti e missioni anti-pirateria», aggiunge la numero due di Assiv, «ci sono protocolli internazionali e norme specifiche di ingaggio che dettano procedure e tipologia di formazione che devono avere i contractor in servizio. Nei luoghi 'domestici' come i tribunali invece il livello di sicurezza viene deciso di volta in volta da chi appalta». E conclude: «In sostanza, il servizio viene deciso dal cliente».
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, di fronte alla strage del tribunale, promette di cambiare le regole, ma intanto questo è lo stato delle cose.
Per capire che procedure le 'guardie' armate e non armate erano formalmente tenute a seguire nel caso del Palazzo di Giustizia di Corso Vittoria, insomma, bisogna partire dal bando di gara. Il comune di Milano contattato da Lettera43.it finora non ha fornito risposte sulla gara d'appalto. Ma la procura di Brescia ha già avviato un'inchiesta. E le indagini dovranno accertare anche quali indicazioni c'erano per l'ingresso riservato a magistrati, avvocati e cronisti: quello utilizzato dal killer.



Questo articolo è stato modificato alle ore 20.41


Twitter @GioFaggionato

Correlati

Potresti esserti perso